a bruxelles tremano le lobbies

Il premier slovacco: "L'Ue ha i giorni contati. Ci governa un manipolo di pazzi"

Odia l'Eurozona che strangola i popoli e cancella le tradizioni, dice no alle frontiere spalancate agli invasori. E per sei mesi guiderà l'Unione Europea

Alfredo Lissoni
Il premier slovacco: "L'Ue ha i giorni contati. Ci governa un manipolo di pazzi"

Foto ANSA

Cazzi amari per il Consiglio Ue. Il semestre slovacco di presidenza, che inizierà il primo luglio, non nasce sotto i migliori auspici per i burocratici "buonisti", filo-turchi, filo-extra, filo-banche dell'Europarlamento. Già perché il premier Robert Fico, socialdemocratico di Smer, si è distinto a più riprese, negli ultimi mesi per il suo no all'invasione. Ma anche per l'ostilità alla Ue delle banche e delle lobbies, quella che distrugge le identità dei popoli e "usa una lingua indecifrabile, che tratta temi incomprensibili per i cittadini e incapace di dare una risposta ai problemi da fronteggiare". Gestita, a suo dire, "da personaggi pazzi o mezzo pazzi che stanno  assumendo posizioni di elevata responsabilità in Europa".


Nell'eurozona già qualcuno trema, all'idea che "Bratislava nei prossimi mesi diventi una sorta di contraltare a Est di Bruxelles, riunendo attorno a sé tutto il malcontento maturato contro l'Unione europea nella Nuova Europa, da Praga, a Budapest e Varsavia e non solo". Già, perché Bratislava ha già prospettato una serie di priorità, fra cui quelle di "lavorare per il rafforzamento della economia europea, per la sicurezza energetica, per politiche migratorie e di accoglienza sostenibili". La presentazione ufficiale di tali priorità avverrà però solo il 30 giugno, immediata vigila del semestre.


La ragione di tale attesa è legata al referendum sulla Brexit del 23 giugno e dopo la partita europea è tutta da giocare. Anche perchè spetterà proprio alla Slovacchia, al suo esordio alla guida del Consiglio della Ue, il difficile compito di gestire la fase successiva al referendum britannico, a maggior ragione nel caso di vittoria della Brexit, e quindi alla necessità di coordinare un conseguente negoziato di uscita.


E proprio Fico potrebbe dare una bella stangata ai burocrati europei. Che non sia un fan della Ue lo ha dichiarato in più occasioni: "Oggi è più probabile un'ulteriore dissoluzione della Ue, piuttosto che maggiore integrazione e collaborazione fra i paesi membri", ha affermato. "Non facciamo l'errore di pensare che davanti a noi ci sono due varianti equivalenti: la frammentazione della Ue oppure la sua maggiore integrazione. La prima variante al momento ha molte più condizioni di avverarsi della seconda". I burocrati sono avvertiti, la Ue potrebbe avere i giorni contati.

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