lo studio di un biofisico tedesco

Il sogno? Un riflesso distorto della vita

In libreria il libro di Stefan Klein, "I sogni, viaggio nella nostra realtà interiore", edizione Bollati Boringhieri

Stefania Genovese
Il sogno? Un riflesso distorto della vita

Chi meglio dei sogni per esplorare la nostra interiorità, e per consentirci, parafrasando Freud, di accedere alla "via regia" per l'inconscio? il poliedrico filosofo e biofisico tedesco Stefan Klein ci conduce attraverso racconti, esperimenti, e soprattutto storie di neuropsichiatria, in un emozionante viaggio dove il nostro cervello e la nostra coscienza costruiscono i sogni. Apprendiamo così, che, da aneddoti mistici o rivestiti da patine mitiche e mistiche, i sogni vengono protocollati da tempo, offrendoci così un metodo per analizzare e confrontare questi meccanismi che rispecchiano le circostanze della vita ma anche la personalità del sognatore. L'autore ci dimostra così che essi non solo ci rimandano al passato ma, sorprendentemente ci consentono di padroneggiare il nostro futuro; infatti mentre sogniamo il nostro cervello cambia e le nostre capacità si ampliano. Noi impariamo dormendo, e grazie all'attività onirica,  rimoduliamo e modelliamo costantemente la nostra personalità.


Di conseguenza, sarebbe logico asserire che i nostri sogni siano un biglietto di presentazione su chi siamo e su chi potremmo essere. La scienza rende dunque comprensibili i nostri sogni e certifica l'importanza della coscienza nella loro attivazione; negli ultimi anni si indaga maggiormente l'esperienza soggettiva non solo mediante lo sviluppo di tecniche di laboratori neuroscientifiche ma anche grazie ai moderni metodi di introspezione, che ci consentono di pilotare i ricordi dei sogni e conseguire più informazioni sulle esperienze notturne. Apprendiamo dunque cosa avviene quando sonno e veglia si compenetrano, cosa accade ai nostri ritmi cerebrali, come si possa pilotare un sogno, cosa siano i sogni lucidi, e tutto ciò attraverso studi e prove testate in laboratorio.


L'autore cita scoperte rivoluzionarie di grandi scienziati e personaggi illustri del passato scientifico e letterario che, affascinati dal mondo onirico, si sono applicati a comprendere questa complessa e polivalente produzione della nostra mente. Ad esempio il neuroscienziato Rodolfo Llinàs, il quale sostiene che la veglia non è altro che è uno stato simile al sogno che si muove in una cornice che le impongono i sensi, immagina dunque il cervello non come  un sistema aperto bensì come una specie di camera provvista di spioncini. I sogni quindi sarebbero molto più di un riflesso distorto della vita durante la veglia; essi ci mostrano quante immagini produce il nostro cervello quando non viene bombardato dalle esperienze sensoriali esterne dei sensi, e che in essi percorriamo una realtà costruita da noi che dopo il risveglio cerchiamo di andare a trovare nel mondo esterno.


I sogni ci aprono le porte ai ricordi ma sono anche molto molto di più: sono isole della coscienza, in quanto secondo il neuroscienziato Giulio Tononi, essi divengono step basilari per consentire al cervello, la sua rigenerazione. Inoltre, sempre secondo questo studioso, nell'intervallo fra due fasi di sonno profondo, le creste delle onde cerebrali divengono sempre più alte ed ampie, mentre le valli si livellano al basso ed il soggetto che dorme si avvicina sempre più allo stato di veglia. Ciò consentirebbe alla coscienza di non necessitare di alcuna percezione sensoriale nè di alcun apporto costante dall'esterno; essa si attiverebbe dunque già grazie all'infomazione predecentemente immagazzinata. Nel corso della notte, infatti passiamo da forme rudimentali di coscienza a forme sempre più comprensive, ripercorrendo in una notte la strada percorsa dall'evoluzione in almeno 350 milioni d'anni. Tononi ha persino sviluppato una formula matematica per l'albeggiare della coscienza; e grazie ad essa, dalla misura di informazione che il cervello può elaborare in una determinata fase, si può calcolare, la ricchezza di esperienze che un essere umano può accumulare.


Il suo esperimento ricorda molto il Tricorder dell'Enterprise che esamina attraverso impulsi magnetici il sistema cerebrale e nervoso degli alieni. Stefan Klein ci racconta dunque della natura dell'inconscio, di come i sentimenti manifestino  il significato dei nostri sogni, di come ci siano sogni ricorrenti e perchè siano sempre proprio questi a ripresentarsi con più assiduità (tipo essere inseguiti e minacciati, il cadere dall'alto, l'esame di maturità, l'inadeguatezza nello svolgere un compito, ecc.). Ripercorrendo gli studi psicoanalitici, inoltre, chiarisce come funzionino i simboli nei sogni e soprattutto di come l'attività onirica stessa ci sia di sprone per modificare la nostra vita, e di come si possano affrontare positivamente e costruttivamente gli incubi, fino a sottolineare come il corpo onirico non sia un corpo esoterico come quello astrale, bensì una rappresentazione del nostro sè;  questo implicherebbe che, ogni volta che ci muoviamo nel mondo virtuale di un sogno, necessitiamo ineludibilmente di una rappresentazione del nostro corpo. Veniamo a scoprire inoltre come nei sogni lucidi la realtà, venga, per così dire, raddoppiata, affinchè contemporaneamente ci siano accessibili le esperienze di due stati di coscienza.


Insomma i sogni devono essere presi sul serio, ed attualmente si è scoperto che essi non sono messaggi criptati e che non utilizzano una lingua simbolica, perchè essi per lo più si svelano direttamente a partire da emozioni dominanti. Essi hanno il potere di imprimere svolte alla nostra vita, perchè ci rivelano le le linee guida della nostra vita, ed inoltre ci ispirano e ci aiutano a comprendere meglio la nostra vita interiore, reielaborando anche le nostre esperienze dolorose. Ma ridurre il sogno alla sua mera utilità sarebbe troppo riduttivo perchè esso ci regala la sua bellezza, il suo spirito, ed anche inventiva, mistero e tensione. Sono opere d'arte, drammi creativi ed universi di narrazioni, nonchè fantastici mondi di perfetta illusione di cui noi siamo i protagonisti assoluti (un po' come vivere le "realtà costruite" del ponte ologrammi di Star Trek!). Nella parte conclusiva l'autore paragona la nostra esperienza reale ad una villa di cui, consapevolmente perelustriamo a fondo solo il salone principale dimenticandoci che essa possiede anche altre stanze, archivi, verande, officine artigianali, biblioteche ed altro; solo i sogni dunque ci offrono l'opportunità di esplorare con l'ausilio di una fioca luce i locali non ancora scoperti in essa contenuti.


È dunque confermato il detto che "Noi siamo ciò che sogniamo"; e questo libro ci offre una panoramica ed una prospettiva diversa rispetto a ciò che fin'ora la stessa psicoanalisi aveva conseguito, proponendoci una nuova elaborazione cognitiva apportataci dai recenti strumenti e criteri neuroscientifici, ridimensionando il valore dell'inconscio, e soprattutto rivoluzionando la funzione stessa della coscienza nella matrice della enigmaticità dei sogni. Grazie a Stefan Klein, l'intelligibilità dei sogni è molto più vicina a noi, e soprattutto abbiamo a disposizione nuovi dispositivi ed espedienti per addestrare la nostra mente.

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