Bug buonista

Porte aperte a 127 milioni di clandestini: senza un database diventano "turisti"

I cittadini extra-Ue che restano in Europa dopo la scadenza del visto, scompaiono dai computer perché l'Unione europea non ha un sistema per rilevare i visitatori presenti oltre il consentito

Alessio Colzani
Porte aperte a 127 milioni di clandestini: la mancanza di un database li fa diventare "turisti"

Una seduta del Parlamento Europeo a Strasburgo. Foto ANSA

Come denunciato dal quotidiano britannico Telegraph, funzionari del governo turco hanno di recente affermato che tutti i 72 parametri di riferimento richiesti dall'UE sono stati rispettati da ben 75 milioni di passeggeri, che hanno quindi diritto a viaggiare senza alcun visto. Eliminare le restrizioni di viaggio faceva parte del patto con Ankara che avrebbe teoricamente dovuto fermare il flusso di migranti siriani, ma che si sta invece rivelando un boomerang consentendo la libera circolazione di milioni di clandestini. Sono in corso altre verifiche, che dovrebbero consentire accesso senza limiti ad altri 52 milioni di persone provenienti da Ucraina, Kosovo e Georgia: verranno accolti nell'area Schengen (quindi esclusa la Gran Bretagna) in linea teorica per un massimo di 90 giorni con visto turistico, oppure 18 con un permesso di lavoro. Qui però nasce il problema.

L'Ue ha attivato schemi di convenzione sui visti con più di 70 paesi al mondo, ma i funzionari di Strasburgo ammettono che non vi è alcun modo per identificare sistematicamente le circa 250.000 persone che ogni anno prolungano la loro permanenza in Europa dopo la scadenza del visto; questo perché l'ingresso nell'area di libera circolazione in molti paesi viene registrato semplicemente attraverso l'apposizione di un timbro sul passaporto. Non vi è alcun database centralizzato condiviso tra i 26 paesi che tenga registrazione di chi è entrato o uscito dalla zona di Schengen; mentre alcuni paesi posseggono database nazionali, questi sono inutili a monitorare le presenze abusive visto che poi le persone possono muoversi liberamente in tutto il continente, e andarsene in un altro paese. Inoltre un'analisi dell'Ue ammette che molti di coloro che entrano legalmente con un visto turistico lo distruggono o alterano, il che rende difficile stabilire la loro vera identità.

La mancanza di documenti adeguati lascia l'Europa vulnerabile ai terroristi, alla criminalità organizzata e al traffico di esseri umani, come ammettono le stesse istituzioni europee. La Commissione propone da tre anni di creare un unico supercomputer per registrare le entrate e le uscite dei visitatori non-UE, che sarebbe in grado di inviare alle forze di polizia le liste nazionali di tutti coloro ai quali è scaduto il visto. Un "Entry Exit System" potrebbe inoltre registrare impronte digitali e dati biometrici facciali, al fine di rintracciare le persone che assumono una nuova identità dopo il loro arrivo in Europa. Secondo i funzionari, a bloccare il piano sono i governi nazionali; una nuova proposta è stata fatta di recente, ma ormai è tardi per fermare i 127 milioni di clandestini che già circolano liberamente all'interno dei confini europei.

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