Cronache dell'Impero

Immigrati, disagi in ogni città

Da Milano a Roma, da Napoli a Bologna, da Genova a Firenze, ovunque si registrano situazioni di fastidio e di insicurezza nei centri di accoglienza. Se ne sono accorti anche al Viminale

Francesco Borgonovo
Immigrati, disagi in ogni città

Napoli. Immigrati cinesi protestano contro... l'immigrazione! Foto ANSA

L’Italia non ce la fa più a sostenere l’Invasione. Sapete chi lo dice? Forse un pericoloso populista? Forse un razzista con la bava alla bocca? No, lo certifica Repubblica, sfoderando un’intera pagina in cui si citano i dati del Viminale. Da cui risulta che, al 6 maggio, gli immigrati ospitati nelle vari strutture d’accoglienza erano 113.360. Troppi. Il dossier realizzato dal quotidiano più de sinistra che ci sia è chiarissimo: in ogni grande città si registrano disagi. Da Milano a Roma, da Napoli a Bologna, da Genova a Firenze. Ad ognuna di queste realtà Repubblica dedica un articolo apposito. E sentite che titoli: “I centri sono saturi, le altre regioni aiutino” (Milano); “Mancano due terzi dei posti richiesti” (Roma); “Richiedenti asilo, è boom di bocciature” (Torino).


Se parole del genere fossero comparissero su un giornale di destra, verrebbero liquidate come ingiustificato allarmismo. Ma visto che compaiono sul quotidiano fondato da Scalfari, speriamo che gli amici progressisti le leggano e si rendano conto una volta per tutte della realtà. Fra l’altro, il cronista di Repubblica autore dell’inchiesta, Vladimiro Polchi, riporta alcune frasi attribuite ai funzionari del ministero degli Interni. La prima è questa: “La macchina dell’accoglienza è sotto stress, con l’ondata estiva rischia il collasso. Entro luglio apriremo altri due hotspot”. Chiaro, no? Persino al ministro di Alfano devono ammettere che la situazione ci sta sfuggendo di mano. E che è destinata a peggiorare. I numeri sono già da record (nel 2015 gli stranieri nelle strutture erano 103 mila), ma grazie alla bella stagione, a partire da metà maggio, i flussi si intensificheranno.


Si chiederà qualcuno: ma questi benedetti immigrati non dovevano essere ridistribuiti nei vari Paesi europei? Certo, come no. Questa è la favola che ci hanno raccontato il caro Renzi e i suoi amici. La verità – ancora una volta certificata dai numeri – è che dall’Italia sono partiti appena 591 immigrati. Dovevano essere 39.600. Sapete che significa? Che ci hanno preso per i fondelli, e che ci stanno trasformando in un campo profughi a cielo aperto, come la Grecia. Queste persone, infatti, rimarranno qui.
Come faccio a saperlo? Di nuovo, mi baso sui dati. A Milano, per esempio, nei primi tre mesi del 2016 si è registrato un aumento del 460% delle richieste d’asilo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Vuol dire che nell’arco di dodici mesi gli stranieri hanno cambiato obiettivo. Prima puntavano alla Germania o alla Scandinavia. Adesso invece – probabilmente perché hanno annusato l’aria che tira a Nord, fra i vari sacrosanti muri – chiedono asilo qui. Qualcuno ha scritto che l’Europa serve solo a stabilire la dimensione degli ortaggi. Di sicuro, anche questa volta ci ha regalato un voluminoso cetriolo. Come diceva la Merkel? Ah, già: misure impressionanti…


Francesco Borgonovo è autore dei libri Tagliagole (Bompiani) e L’Impero dell’Islam (Bietti)


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