Altro che festa dell'Europa

Zucchero, per colpa dell'UE in 10 anni chiusi 17 impianti, dal 2017 ancora peggio

A 10 anni dalla riforma del mercato imposta da Bruxelles sono stati chiusi la maggior parte degli stabilimenti: dai 19 del 2006 si è scesi ai soli 2 di oggi

Alessio Colzani
Zucchero, per colpa dell'UE in Italia in 10 anni chiusi 17 impianti: -80%, dal 2017 sarà ancora peggio

Federica Mogherini durante la Festa dell'Europa in piazza del Campidoglio a Roma. Foto ANSA

Alla faccia della festa dell'Europa, celebrata in pompa magna in Piazza del Campdoglio dall'Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini con contorno di bandiere, palloncini e frasi si pace, la dura realtà ci dice che le politiche Ue hanno trattato il più delle volte l'Italia come un nazione di serie B, tra i settori maggiormente penalizzati c'è quello agricolo e questo ha avuto ripercussioni pesantissime in particolare sul comparto bieticolo saccarifero. Gli impianti che resistono ancora oggi sono quelli di Pontelongo in Veneto e di Minerbio in Emilia Romagna, entrambi della Coprob: quest'anno produrranno 300mila tonnellate di zucchero, quasi l'80% in meno rispetto al 2006. In quell'anno qualche oscuro funzionario rinchiuso nel suo ufficio a Bruxelles decise di razionalizzare il settore e creare pochi grandi produttori in grado di competere sul mercato mondiale senza sussidi. Gli Stati membri accettarono di vedersi ridurre gli stabilimenti da 192 a 109 (con la conseguente perdita di 20mila posti di lavoro) e il Belpaese disse addio ai suoi 19 stabilimenti dai quali uscivano 1,4 tonnellate del prezioso carboidrato ogni anno, ben il 17% della produzione continentale.

L'Italia ha accettò le disposizioni di Bruxelles incassando in cambio un assegno di 700 milioni di euro da utilizzare per avviare la conversione in centrali elettriche a biomasse. Dopo dieci anni, quanti stabilimenti convertiti a centrale abbiamo? Solo uno (quello di Finale Emilia, sempre della Coprob). Dei 233mila ettari coltivati a barbabietola da zucchero ne sono rimasti solo 34mila e i dipendenti del settore, di conseguenza, da 7mila che erano dieci anni fa si sono ridotti a 1.200. Cosa ha causato la chiusura di ben 17 stabilimenti? Fondamentalmente la scarsa offerta di prodotto e il prezzo troppo basso della materia prima. Nel 2017 i pochi produttori italiani rimasti dovranno affrontare l'abolizione – da parte dell'Ue – delle quote dello zucchero a disposizione di ogni singola nazione: sarà una guerra «tutti contro tutti» come profetizza Daniele Bragaglia, amministratore delegato di Eridania Sadam. Cosa succederà? Facile immaginare che i colossi tedeschi, francesi, inglesi e olandesi (che, insieme, costituiscono il 67% della produzione continentale) invaderanno il mercato italiano con il surplus della loro produzione. «E competere per noi sarà difficilissimo» – commenta Bragaglia.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Senato russo: "Ora è possibile l'Italexit"
Pushkov sul voto referendaRIO

Senatore russo: "Ora è possibile l'Italexit"

Vittoria del No: non crollano le borse
le bugie PD hanno le gambe corte

Vince il NO ma... non crollano le borse


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU