Terroristi in casa nostra

"Progettavano attentati": tre afghani fermati a Bari

Stavano realizzando anche in Italia un'associazione collegata ad Al Qaeda; altri sono accusati di favoreggiare l'immigrazione clandestina. Due degli arrestati erano stati riconosciuti rifugiati politici, ancora quattro i ricercati

Alessio Colzani
"Progettavano attentati": tre afghani fermati a Bari

Hakim Nasiri insieme al sindaco di Bari, Antonio Decaro. Foto ANSA

Un decreto di fermo nei confronti di tre cittadini di nazionalità afghana accusati di terrorismo internazionale è stato eseguito a Bari da Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ros. Secondo le indagini coordinate dalla Dda di Bari, i fermati progettavano attentati in Italia e in Inghilterra. Altre due persone (un altro afghano e un pakistano) sono indagate - e sottoposte a fermo - per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Hakim Nasiri in posa con una mitragliatrice. Foto ANSA
Hakim Nasiri in posa con una mitragliatrice. Foto ANSA

I fermati farebbero parte di un'organizzazione per delinquere con "finalità di terrorismo internazionale, in Italia e all'estero, realizzando anche in Italia (oltre che in Francia, in Belgio) un'associazione criminale, costituente articolazione o comunque una rete di sostegno logistico di una organizzazione eversiva sovranazionale di matrice confessionale, funzionalmente collegata all'organizzazione terroristica internazionale denominata Isis, all'emirato Islamico dell'Afghanistan e di Al Qaeda". Gli indagati avrebbero dato infatti - secondo l'accusa - "sostegno a soggetti disponibili a compiere azioni suicide o azioni combattenti nell'ambito di paesi stranieri, ed in particolare in Iraq e Afghanistan con modalità di combattimento" nonostante "le peculiari e concrete situazioni fattuali facciano apparire certe ed inevitabili le gravi conseguenze in danno della vita e dell'incolumità fisica della popolazione civile, contribuendo a diffondere nella collettività paura e panico".

Immagini trovate nei cellulari dei fermati. Foto ANSA
Immagini trovate nei cellulari dei fermati. Foto ANSA

Le indagini sono partite il 16 dicembre scorso quando i Carabinieri sono intervenuti presso l'Ipercoop di Santa Caterina a Bari per la segnalazione di 4 stranieri sospetti. Uno di loro stava facendo un video del centro commerciale con il cellulare. Dall'analisi dei dati contenuti nel suo telefono, poi sequestrato, gli investigatori hanno trovato anche un video dell'area interna dell'aeroporto di Bari-Palese. Foto e video trovati nei cellulari degli indagati "non avendo nessun valore turistico possono essere lette - secondo la Procura di Bari - come sopralluoghi da parte della cellula per compiere attentati". Uno dei presunti terroristi fermati nel capoluogo pugliese, Hakim Nasiri, è stato fotografato insieme al sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante la cosiddetta Marcia degli Scalzi del 10 settembre 2015. La manifestazione fu organizzata in tutta Italia e vi aderì anche la città di Bari, in segno di solidarietà e integrazione in favore dei cittadini immigrati.

Immagini trovate nei cellulari dei fermati. Foto ANSA
Immagini trovate nei cellulari dei fermati. Foto ANSA

Immagini di armi, di militanti talebani, file audio scaricati dal web con preghiere, proseliti e indottrinamenti di matrice islamica radicale, video con tributi ai parenti e amici detenuti nel campo di prigionia di Guantanamo sono solo alcuni dei documenti estrapolati dai telefoni dei cittadini afghani fermati a Bari per terrorismo internazionale. "La cellula terroristica - si legge nel provvedimento di fermo - diffondeva l'ideologia violenta della guerra santa e le tecniche di combattimento (manuali operativi, manuali di fabbricazione di esplosivi) mediante lo strumento di internet. Il cospicuo materiale informatico era in possesso dei prevenuti pronto per essere usato". C'è poi - si è appreso - una foto a colori che ripropone due immagini in notturna che accostano due luoghi simbolo rispettivamente della cultura islamica e di quella occidentale: la moschea Al-Masjid al-Haram a La Mecca e la Tour Eifell di Parigi. La prima con un contrasto cromatico di base blu, "colore che notoriamente - spiegano gli inquirenti baresi - indica il paradiso e la spiritualità"; la seconda di base viola, "che notoriamente indica morte e lutto".

Hakim Nasiri davanti ad un mezzo dei carabinieri. Foto ANSA
Hakim Nasiri davanti ad un mezzo dei carabinieri. Foto ANSA

In manette sono finiti il 23enne afghano Hakim Nasiri, accusato di terrorismo internazionale, domiciliato presso il Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari-Palese, con lo status di protezione sussidiaria riconosciuto il 5 maggio 2016 e il 29enne afghano Gulistan Ahmadzai, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola (Foggia), con lo status di protezione umanitaria riconosciuto nel settembre 2011. Altri tre soggetti, due accusati di terrorismo e uno di immigrazione clandestina, sono attualmente ricercati.

Il post di Matteo Salvini su Facebook
Il post di Matteo Salvini su Facebook

"Quante bombe umane stanno facendo entrare in casa nostra? il governo è complice": è un passaggio del post con cui il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, commenta il fermo di presunti terroristi. "Due immigrati - scrive Salvini - sono stati fermati a Bari per terrorismo, secondo le indagini preparavano attentati in Italia e in Europa. Uno dei due era ospite, a nostre spese, del Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Bari. Dobbiamo aspettare un attentato (Dio non voglia) per controllare le frontiere, limitare gli ingressi, aumentare le espulsioni?", conclude Salvini lanciando l'hastag #renziclandestino

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