La finta crescita

Jobs Act, il lavoro che non c'è

L'Inps denuncia centomila irregolarità sugli sgravi contributivi, ammanco di 400 milioni

Andrea Lorusso
Jobs Act, il lavoro che non c'è

100 mila lavoratori su 1 milione e 500 mila assunti a tempo indeterminato nel 2015 non avevano diritto agli sgravi contributivi, per un totale di 60 mila imprese coinvolte.

Ad affermarlo è stata  Gabriella Di Michele, direttore centrale Entrate dell’Inps. La legge di stabilità 2015 invero con l’introduzione delle nuove norme sul lavoro del Jobs Act, ha garantito per i neoassunti o precari stabilizzati, uno sgravio contributivo totale per i primi 3 anni d’assunzione (con un tetto di 8 mila euro). Ma già con la stabilità 2016 la copertura è stata ridotta ai primi due anni e l’esonero copre il 40% dei contributi.

Gli effetti non sono stati quelli desiderati, anche se l’occupazione è cresciuta, perlopiù si è trattato di stabilizzazioni di contratti già in essere. Queste forme di sussidio o incentivo alla occupazione si esauriscono contestualmente all’esaurimento della copertura pubblica, senza portare benefici di lungo periodo. Infatti l’unico motore per fare ripartire il lavoro, banalmente, è la domanda interna.

Inoltre questa discrimine fiscale ha distorto la fisionomia dei lavoratori, portando gli imprenditori a licenziare e riassumere per aderire alle nuove regole, con conseguente perdita dei diritti acquisiti e dell’anzianità di servizio.

In totale l’Istituto di previdenza ha erogato 400 milioni di euro nel solo triennio 2014 – 2016 di indennità non dovute. Un ammanco non indifferente per le casse pubbliche che da un lato fa affermare allo Stato di ridurre gli sprechi, e dall’altro lo si vede praticare politiche totalmente sconnesse dalla diligenza del buon padre di famiglia.

La domanda più facile che viene da farsi è: “Per chi paghiamo i contributi?” Infatti se avete 35 anni all’incirca e lavorate, l’Inps vi sta inviando le fatidiche “buste arancioni”, con cui vi augurerà una serena quiescenza a 75 anni d’età e mezza retribuzione. 

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