Germania sotto scacco

Attentato a Monaco, dove si dà la caccia agli “islamofobi” e non agli islamisti

Picchiatori di sinistra e "manifesti" dei vecchi partiti contro chi raccoglie firme per dire no alla moschea

Max Ferrari
Attentato a Monaco, dove si dà la caccia agli “islamofobi” e non agli islamisti

Michael Stürzenberger raccoglie firme contro la moschea. Foto Catherina Hess per SüddeutscheZeitung

Un morto e diversi feriti accoltellati da un fanatico islamico nella stazione di Monaco di Baviera stupiscono la Germania. Che ipocrisia. Eppure da anni (ma solo noi in Italia ne abbiamo parlato) nella capitale bavarese un coraggioso movimento di cittadini capeggiati da Michael Sturzenberger (oggi vicino a Pegida) denuncia la rampante islamizzazione della città a causa delle collusioni con il centrosinistra che sussidia e vezzeggia gli estremisti. Il risultato delle denunce però, non è stato un maggior controllo sui fiancheggiatori dei terroristi, ma una durissima campagna di denigrazione e persecuzione contro il povero Sturzenberger accusato di razzismo, xenofobia, islamofobia etc. col risultato di esporlo a minacce e fargli perdere il lavoro da giornalista.

Il culmine si è raggiunto quando il suo gruppo ha "osato" raccogliere le firme allo scopo di organizzare un referendum per chiedere ai cittadini se volessero o meno una grande moschea a Monaco. Vista la grande affluenza di firmatari, dapprima la sinistra ha spedito delle squadre di picchiatori dei centri sociali che hanno rovesciato i banchetti e minacciato la gente che firmava, ma siccome non bastava si è passati a qualcosa di gravissimo per una democrazia: Sturzenberger ha trovato la sua faccia su un poster pubblicitario diffuso in tutte le stazioni dei terni e della metropolitana. Peccato che il testo sotto la foto non fosse per nulla amichevole e lo definisse un "islamofobo" colpevole di opporsi alla costruzione del grande centro islamico europeo. Il poster spiegava però che in consiglio comunale tutti i partiti erano contro di lui e avrebbero trovato il modo di fermarlo. Una cosa folle e grave perché non si trattava di un manifesto abusivo, ma di una cosa ufficiale voluta da tutti i partiti (CSU/CDU compresa) per dire che la "grave iniziativa" dei Freiheit verrà fermata, in un modo o nell'altro.

Peccato che l'iniziativa tanto condannata fosse una raccolta firme per un referendum del tutto legittimo e, casomai, pare grave l'atteggiamento di sindaco e partiti vari che suggeriscono di non firmare, di disturbare chi firma, di creare disordini ai punti raccolta, di far pressioni sui firmatari per ritirare la loro adesione o di trovare il modo di annullare le firme. Comunque sia con questo sistema terroristico dei manifesti sui muri delle stazioni, il gruppo di "razzisti-islamofobi" fu ridotto al silenzio e oggi, per contrappasso, proprio in quelle stazioni colpiscono i terroristi che tutti conoscono e che, se le denunce fossero state ascoltate, non avrebbero potuto far danni.

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