Emuli di Berlitz

Triangolo delle Bermuda: rapiti dagli UFO?

Il noto saggista Charles Berlitz, esperto indiscusso degli enigmi su sparizioni di navi e aerei, ha fatto scuola. I suoi imitatori hanno scoperto che...

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Triangolo delle Bermuda: rapiti dagli UFO?

Ecco come la popolare Domenica del Corriere attribuì, in passato, la responsabilità delle sparizioni di navi ed aerei nel Triangolo delle Bermuda ai dischi volanti.

Vincent Gaddis, autore  specializzato in avvenimenti misteriosi nelle Bermuda, nel volume Il triangolo maledetto (1975), sostiene alcuni casi citati dal più noto esperto Charles Berlitz (da molti contestato) con i dati trovati nei registri della Marina e nel Notices to mariners, il bollettino dell'US Navy Hydrographic Office. Il naturalista Ivan Sanderson si spinge oltre, identificando ben 12 “cimiteri del diavolo” stile Bermuda ad intervalli di 72 gradi lungo tutto il pianeta, concentrati a 36 gradi di latitudine nord e sud. Là misteriosi “vortici magnetici causati dalle correnti contrarie” farebbero sparire navi e aerei. E gli UFO? La Domenica del Corriere fu tra le prime ad attribuire loro la responsabilità delle sparizioni e lo scrittore Page Bryant, che ha raccolto molte testimonianze di avvistamenti nel volume Encounters in the devil’s triangle (Zebra Books, New York 1976), si dice certo che “il Triangolo sia una base degli UFO, un’area da cui partono ed ove atterranno esseri umanoidi solo in apparenza, privi di una patria e che visitano il nostro pianeta da secoli”.


Per Bryant gli alieni userebbero il Triangolo come uno stargate per “la sua vicinanza al Kennedy Space Center, da dove partono i razzi americani”. Agli UFO ha pensato, nel 1991, anche dalla popolarissima rivista ispanica Karma7. L’idea però che siano gli UFO a sequestrare navi e aerei appare un po’ forzata; la moderna casistica sui rapimenti dimostra che gli alieni denominati Grigi, o chi per essi, sarebbero in grado di sequestrare chiunque, dovunque, senza bisogno di dover prelevare intere navi. Indubbiamente, però, le apparizioni di velivoli non identificati e di sfere di luce sul Triangolo (ammesso che non siano una qualche forma di plasmi o bolle di gas provenienti dai fondali marini) è decisamente alta.

Citiamo solo alcuni casi: tre “luci misteriose che entravano in una macchia nera”, sospesa in cielo, furono avvistate la settimana prima di Natale del 1957 da un peschereccio diretto a Freeport; nel 1963 un UFO acquatico, in grado di viaggiare a gran velocità, fu inseguito invano da ben tredici pescherecci; un sigaro di 60 metri, che filava a 100 kmh, fu visto nell’agosto del 1969, lungo il tragitto da Miami a Great Isaac Light, dal capitano Don Delmonico, la cui nave stava transitando verso Bimini; nello stesso anno una palla luminosa fu scorta dal cacciatorpediniere americano DLG 27 proveniente da Guantanamo. Nel 1978 una sfera che “emanava raggi rossi, verdi e bianchi” e che volava ad 800 kmh, fu osservata visivamente con i binocoli da alcuni ufficiali della Marina USA presso Astor, e rilevata dal radar della Pinecastle Electronic Warfare.


Il primo febbraio del 1996 un UFO fu visto anche dallo scienziato canadese Michael Persinger, scettico, che si era recato nel Triangolo per smontare ciò che credeva fossero leggende. Dall’UFO, inizialmente scambiato per un uccello in lontananza, ad un certo momento “parvero sparire le ali”. “Prese a muoversi in linea retta verso occidente e, dopo soli 30 secondi, sparì verso The Groves”, raccontò l’ex scettico. Persino Charles Berlitz ha potuto avvistare un UFO nel Triangolo: era il 3 maggio del ’75 e lo scrittore si trovava nelle Bahama.

Nell’ottobre del 1985 una conferma ai fenomeni del Triangolo arrivò da una nota ufficiale nientemeno che dell'Aviazione, che ammetteva che un proprio Boeing 707 era stato vittima delle “interferenze magnetiche tipiche di quel tratto di mare”. "Per mezz'ora abbiamo volato con gli strumenti fuori uso, sino a che non siamo usciti dal Triangolo", dichiarò un  pilota. Nel febbraio del 1977 una spedizione composta  dagli esploratori Ambrogio Fogar, Enzo Majorca e dal celebre sensitivo israeliano Uri Geller setacciò il Triangolo; i primi due dissero di non aver rilevato nulla d'eccezionale, mentre Geller affermò di avere avvertito potenti energie atlantidee. Sia come sia, le fotografie divulgate recentemente dalla NASA on line, e scattate anni or sono dal satellite Ektachrone, come pure le rilevazioni all'infrarosso della Naval Oceanographic Office, non mostrano traccia alcuna, nel Triangolo, di relitti di ogni sorta. Il mistero resta dunque aperto, nonostrante le smentite ufficiali. E viene da chiedersi ancora: dove sono finiti, dunque, navi ed aerei?

 

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