Senza traccia

Bermuda: ma le navi dove sono?

Dal caso della Pattuglia 19, capostipite degli aerei scomparsi, alle decine di navi e aerei dissoltisi nel nulla, il Triangolo ha tenuto banco per decenni. Ma già Colombo...

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Bermuda: ma le navi dove sono?

Il disastro del DC9 Valujet sul Corriere della sera del 13 maggio 1996. Il quotidiano milanese si guardò bene dal rimarcare che l’incidente fosse avvenuto nel Triangolo maledetto.

Da molti anni non si parla più del famigerato Triangolo della morte. Per gli scettici la spiegazione è che non vi è in realtà alcun mistero. Il disinteresse mediatico per l'area maledetta ha però anche altre spiegazioni. Nel maggio del 1991 una notizia sensazionale avrebbe fatto il giro delle redazioni di tutto il mondo in pochi secondi: finalmente era stato svelato il segreto del Triangolo delle Bermuda! "Il  tratto di mare e di cielo al largo della Florida che da anni inghiotte navi e aerei dando origine ad un inquietante mistero”, scrissero i dispacci internazionali nel maggio 1991, “ha  restituito una delle sue prede. A 250 metri di profondità sotto le acque turbolente del tratto di mare maledetto, una nave per ricerche archeologiche ha individuato cinque aerei con le insegne dell'Aviazione di Marina degli Stati Uniti d'America. Sarebbero i resti della squadriglia perdutasi il 5 dicembre 1945 durante un normale volo d'addestramento e che ha dato origine alla leggenda del triangolo maledetto...".

I cinque aerei TBM Avengers della Marina americana citati nei dispacci (e nel film Incontri ravvicinati del terzo tipo, del regista-ufologo Steven Spielberg) erano partiti il 5 dicembre 1945 dalla base di Fort Lauderdale in Florida per una normale esercitazione e non avevano più fatto ritorno. Uno degli ultimi messaggi, lanciati dal capopattuglia tenente Charles Taylor diceva: "Non vediamo  la terra! Non siamo sicuri dove sia l'ovest. Non siamo certi di alcuna direzione; è tutto falso, strano. Il mare non è come dovrebbe essere!". Poi i contatti radio si sarebbero interrotti, facendo presagire il peggio. Le ricerche partirono immediatamente. Due aerei,  tra cui un bimotore Martin Mariner, si misero a perlustrare quel tratto di mare. Ma anche il Martin Mariner, con a bordo 13 uomini di equipaggio, si sarebbe perso nel nulla.


Di fronte a questo nuovo, inaspettato incidente, la Marina statunitense reagì impegnando più di 300 aerei e centinaia di navi. Ma degli aerei non si trovò mai più traccia, nemmeno il più piccolo frammento. Quasi che i velivoli fossero stati inghiottiti nel nulla. Nel 1991 la stampa strombazzò a gran voce il ritrovamento dei cinque aerei; solo in seguito si scoprì trattarsi di altri cinque aerei (i numeri di matricola sulle carlinghe non coincidevano con quelli di Fort Lauderdale), anch’essi spariti non si sa come e quando. Gran parte della stampa internazionale, per non fare una figuraccia, preferì però non pubblicare quest’ultimo, non trascurabile, dettaglio.


Di casi analoghi lo studioso Charles Berlitz ne ha catalogati a centinaia: “Solo fra il 1974 ed il 1976 più di 600 yacht ed altri natanti da diporto sono scomparsi davanti alle coste degli Stati Uniti senza lasciare traccia. Tra il 1975 ed il 1976 sono state effettuate numerose spedizioni di privati ricercatori in aereo o in nave, inutilmente. Dopo la pubblicazione del mio primo libro ho ricevuto migliaia di lettere da tutto il mondo, nonché telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte. Più della metà degli interlocutori aveva vissuto fatti insoliti nel triangolo. Caso dopo caso, nei rapporti ufficiali ricorreva sempre a stessa frase: Persi contatti radio. Sparizioni misteriose continuano a verificarsi con una  media di un aereo ogni due settimane e una nave o imbarcazione  di minor stazza quasi settimanalmente...". Cifre certamente iperboliche e poco attendibili; ma, fra il 1800 ed il 1976, secondo i calcoli di Berlitz, le sparizioni sarebbero state ben 143, con punte di massima nel 1921 e nel 1975.

Queste ed altre sparizioni crearono la triste fama di quel tratto di mare considerato sfortunato sin dai tempi di Cristoforo Colombo. Fu proprio il navigatore genovese che, nei suoi diari di bordo, si dice avere menzionato insoliti fenomeni astronomici ed il passaggio di scie di fuoco nel cielo. Questo, almeno secondo la letteratura ufficiale. Abbiamo voluto controllare, ed abbiamo scovato una versione del diario in cui però si accenna solo ad un fenomeno inquadrabile in una meteora. Altri casi sono invece decisamente inspiegabili, come l’avvistamento, il 5 settembre 1762 da parte dell’equipaggio del brigantino inglese Spiriti of Seas, di una “insolita lanterna” sospesa sul mare, che emanava una “luce blu irreale” all’altezza di Great Guana Cay.

 

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