NO ALLA CANNABIS LIGHT

Salvini dà battaglia alla droga: “Su questo salta il Governo”

Non ci sta il Ministro dell’Interno ad arretrare di un millimetro sulla guerra agli shop della cannabis. Più controlli e occhio al M5S

Andrea Lorusso
Salvini lancia la battaglia alla droga: “Su questo salta il Governo”

Tre negozi di canapa chiusi, una circolare dal Ministero dell’Interno per attivare controlli più severi sul territorio, ed il Festival della Canapa in programma a Torino annullato, perché gli esercenti hanno dato forfait. Matteo Salvini ha aperto il fronte per la battaglia alla droga, ed agli shop che dal 2017 in poi sono spuntati come funghi. La cannabis light in Italia è legale grazie alla legge 242/2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017. Consente si possano commercializzare prodotti con principio attivo THC tra lo 0,2% e lo 0,6%. Nel 2018 questo fenomeno ha convogliato un fatturato di 40 milioni di euro nel nostro Paese, con 778 negozi sparsi nello Stivale.

La norma prevede “l'incentivazione dell'impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa, provenienti da filiere locali, oltre che la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori”. Di fatto quindi, l’uso ricreativo è vietato dalla legge, anche s’è possibile comprare la marijuana in grammi nelle bustine. Perché un boom di vendite? Perché si fuma. Questo è tutto, viene usata per montare gli spinelli, e chi acquista in questi shop è semplicemente chi già fumava e fuma marijuana, per la maggiore. La vendita dell’infiorescenza è del tutto inutile, anche se viene spacciato come prodotto tecnico, e oltre 4mila ettari di terra sono stati adibiti a ciò dagli agricoltori. Inoltre è impossibile controllare tutte le bustine accertando se siano regolari o meno con la dose di principio attivo.

Cosa ancora più importante, è vietato aprire le bustine. E se si viene trovati alla guida sotto effetto di “cannabis legale”, v’è sanzione amministrativa e ritiro della patente e del passaporto. Insomma ci si è aggrappati al vuoto normativo ed alla legislazione poco chiara per aggirare l’ostacolo e dare una alternativa lecita a chi cerca lo sballo.

“Raccolgo l’appello di tanti medici, di tante mamme e papà, delle comunità di recupero dei tossicodipendenti, la droga fa male. Non esistono sostanze e abusi che fanno bene. E quindi una guerra senza quartiere allo spaccio di droga, che è legata anche alla malavita. Lo Stato non può essere spacciatore, vogliamo chiudere tutti i luoghi che invitino, incitino o distribuiscano sostanze stupefacenti. Stiamo preparando una proposta di legge come Lega per aumentare le pene agli spacciatori.” Così Salvini avvia, dopo anni di lassismo, una vera battaglia governativa su questo fronte.

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