qualcosa è cambiato

Salvini a Napoli. Attaguile: "Chi lo contestava ora è con lui"

Il deputato siciliano racconta come il Mezzogiorno adesso sia pronto per abbracciare il progetto del leader leghista

Fabio Cantarella
Attaguile: "tira aria diversa, chi organizzò la contestazione del 2014 adesso sta con noi"

Il segretario nazionale di Noi con Salvini, Angelo Attaguile

Mancano ormai poche ore per il ritorno di Matteo Salvini a Napoli, tra la gente. L'appuntamento è sabato alle ore 17 al Palacongressi Mostra d'Oltremare (info a evento.napoli@noiconsalvini.org). La vigilia della manifestazione di domani pomeriggio è stata contrassegnata da qualche polemica alimentata dal sindaco della città campana e dai soliti esponenti dei centri sociali. Poco male, se si pensa che per il leader della Lega è previsto il classico bagno di folla anche in una città che in passato è stata ritenuta una delle più ostiche, specie a causa di strumentalizzazioni politiche che però i napoletani, che sono un popolo tra i più intelligenti e geniali, hanno saputo smascherare.


Tra i big che affiancheranno Matteo Salvini nella due giorni napoletana, oltre al coordinatore campano Gianluca Cantalamessa, c'è il deputato siciliano Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, uno che ha sempre saputo aspettare e guardare lontano, artefice, non a caso, dello sbarco, con accoglienza calorosa, della Lega e del suo leader in Sicilia. Attaguile giungerà a Napoli sabato mattina accompagnato da una nutrita schiera di amministratori locali e militanti siciliani.
  

Onorevole Angelo Attaguile, che ne pensa della manifestazione di sabato a Napoli e cosa pensa che ci sia di nuovo nell'aria rispetto a qualche tempo fa? 
E' cambiato davvero tanto. Ricordo che nel 2014 accompagnai Matteo Salvini a Napoli, in occasione della campagna elettorale delle ultime elezioni europee, alle quali raccolsi ben ottomila preferenze proprio in quel collegio. Quella volta, a piazza Carlo V ci contestarono e fummo accolti da una decisa protesta. Bene, il capo di quella rivolta adesso è passato con noi: l'anno scorso presi parte a Napoli ad un convegno assieme al senatore Raffaele Volpi, con duemila persone che ci hanno accolto tra gli applausi. Alla manifestazione è intervenuto quel signore che guidò la rivolta contro di noi nel 2014, ha preso la parola e poi è venuto ad abbracciarmi. Lì ho capito che Salvini e Napoli possono ripartire assieme.

Peraltro proprio ieri Matteo Salvini ha chiesto scusa ai napoletani per i toni, invitandoli a ritrovarsi sui fatti... 

Già, Matteo è un vero leader, un uomo che sa individuare le giuste priorità. Ricordo che face una cosa analoga la prima volta che sbarcò a Palermo nel 2014, non avevo mai visto tante televisioni e tanti telefonini a riprendere un politico. Lui chiese scusa a chi potesse essersi eventualmente sentito offeso per i toni utilizzati in passato, chiarì tutto e da allora ogni volta che arriva in Sicilia sono migliaia di selfie.

A proposito di campagna elettorale, il centrodestra in Sicilia sembra andare verso le primarie anche se qualcuno non sembra ancora deciso. Lei peraltro ha avanzato la sua candidatura alla carica di governatore: che obiettivi si prefigge? 

Innanzitutto far conoscere il nostro progetto politico, quello di Matteo Salvini, a tutti i siciliani perché mi rendo conto che quando riusciamo a parlare alla gente molto spesso riusciamo a convincerla. Le primarie le ritengo un ottimo strumento per farci conoscere. Poi le considero un vero referendum elettorale che consentiranno agli elettori di scegliersi il candidato che ritengono migliore per sviluppare il programma elettorale. Un candidato condiviso con gli elettori è senz’altro un candidato credibile e quindi forte.

E se dovessero saltare le primarie, cosa faranno Attaguile e il suo movimento? 

Coerentemente andremo da soli con lo stesso spirito e gli stessi obiettivi con i quali stiamo affrontando le primarie. Il momento elettorale è il momento migliore per diffondere efficacemente il progetto politico di Matteo Salvini anche in chiave elezioni nazionali dalle quali ci aspettiamo un risultato importante come testimoniano anche numerosi sondaggi.

Quando Angelo Attaguile decise di aderire a quella che era Lega Nord, si aspettava che prima o poi sarebbe divenuta la prima forza politica all’interno del centrodestra? 

Debbo dirle che ho creduto da subito in questo progetto politico. Pensi che grazie alla mia adesione la Lega ha potuto costituire il gruppo alla Camera dei deputati. Ai tempi la Lega era quasi al di sotto del 3% e la guidava Roberto Maroni. Aderii con entusiasmo convinto che fosse l’unica via per affermare una vera ed efficace autonomia siciliana, non quella finta dei nostri tempi. Ho sempre creduto in un’Italia federata, anche gli amici della Lega Nord mi presero sul serio tanto che nel simbolo della Lega Nord aggiunsero la dicitura “e delle autonomie”.

All’inizio però, da Nord a Sud, in tanti non la presero bene. Lei si trovò come tra due fuochi: vero? 

In effetti è così, i siciliani che ancora non avevano capito dove volevo arrivare mi vedevano come un traditore, quelli del Nord erano disturbati dalla mia adesione, per alcuni di loro inizialmente sarà stato un trauma trovarsi un siciliano in casa. Poi ci siamo capiti ed è nato un rapporto leale e sincero ciascuno con la voglia di riscattare la propria terra da anni di ingiustizie e con l’obiettivo di realizzare un concreto programma autonomista che potesse esaltare le potenzialità di ciascuna delle aree che costituiscono l’Italia.

Onorevole, ma qualche maligno ancora oggi sostiene che Matteo Salvini più che al Sud sia interessato ai voti dei meridionali, lei cosa risponde loro? 

E’ l’esatto contrario, se fosse una questione elettorale Salvini non lascerebbe il certo per l’incerto. Al Nord la Lega gode del 40% delle preferenze, al Sud le stime sono ancora incerte anche se mi ha fatto piacere leggere che un giornale, non certo amico, come Repubblica ci dà già al 7% in Sicilia. Bene, se Salvini fosse legato ai voti e alle poltrone si sarebbe chiuso nella sua Padania senza rischiare di spaccare il partito, ma lui è un vero leader, leale e capace. Nulla a che vedere con la Lega di una volta. Salvini ha chiaro che il vero nemico siede a Bruxelles e per contrastarlo ha bisogno di un partito nazionale alle spalle, come la Le Pen in Francia. Matteo sa anche che un Sud forte farebbe diventare più forte anche il Nord, l’Italia è chiaramente legata.

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