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Il mondo sta cambiando: dall'America all'Europa, soffia forte il vento populista

Dopo la vittoria di Donald Trump, nel corso dei prossimi dodici mesi numerosi appuntamenti elettorali potrebbero riscrivere la storia politica mondiale

Redazione
Il mondo sta cambiando: dall'America all'Europa, soffia forte il vento populista

Populisti europei. Composizione da foto ANSA

La vittoria di Donald Trump a pochi mesi dal successo del referendum sulla Brexit segna un nuovo trend populista per l'Occidente? Dopo il successo del partito anti immigrati AfD alle elezioni locali tedesche di settembre, sono diversi gli appuntamenti elettorali in Europa che potrebbero confermare la tendenza, dopo il successo del referendum ungherese contro le quote obbligatorie. Il prossimo appuntamento sono le elezioni presidenziali austriache del 4 dicembre, dove il polulista Norbert Hofer è dato per favorito su quello della sinistra Alexander Van der Bellen, dopo l'annullamento per irregolarità del ballottaggio del 22 maggio e il rinvio della nuovo consultazione fissata per il 2 ottobre, a causa di un difetto nella colla delle buste per il voto dall'estero.

Sempre domenica 4 dicembre, in Italia si svolgerà il referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi. I sondaggi danno il "No" in vantaggio, e la bocciatura del testo da parte degli elettori segnerebbe inevitabilmente una sconfitta per il premier, che molto probabilmente coinciderebbe con la fine della sua esperienza a Palazzo Chigi. La battaglia referendaria è condotta in prima persona dal leader leghista Matteo Salvini, che vede nella campagna referendaria un modo per ricompattare tutte le forze che vogliono davvero costruire una seria alternativa all'esecutivo in carica. Non è escluso che in caso di vittoria dei "No" possano tenersi elezioni politiche nel 2017, che vedrebbero sicuramente protagonista la coalizione euroscettica e populista.

Il 15 marzo 2017 sono previste le elezioni politiche in Olanda, paese in cui la destra populista, euroscettica e anti immigrati è rappresentata dal partito Pvv di Geert Wilders, tra i primi ad esultare per la vittoria di Trump: "La gente si sta riprendendo il proprio Paese, lo stesso faremo noi". Il voto più importante della primavera saranno le elezioni presidenziali in Francia, paese duramente segnato da una serie di stragi terroriste. Al momento l'unica candidata certa è la leader del Front National Marine Le Pen, che secondo i sondaggi andrebbe sicuramente al ballottaggio. Come la tedesca Frauke Petry e l'austriaco Hofer, anche la Le Pen è vicina alla gente comune ignorata dalle elites al governo.

A settembre è previsto il voto anche in Germania, dove la cancelliera uscente Angela Merkel non ha ancora deciso se ricandidarsi o meno. La sua incertezza è data dal fatto che l'ala bavarese del suo partito, ma probabilmente non solo quella, non è intenzionata a sostenere una sua eventuale candidatura a causa delle divergenze sulle politiche relative all'immigrazione. Il tema è particolarmente sentito dai cittadini tedeschi, colpiti dalle azioni terroristiche e dai numerosi crimini compiuti in diverse città da immigrati, come dimostrano i successi dell'AfD. Il mondo sta cambiando, il vento populista soffia sempre più forte e la vittoria di Donald Trump potrebbe essere solo una delle tappe di questo cambiamento.

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