Si mette male per il governo

"Effetto Trump": secondo i media internazionali, sono cavoli amari per Renzi

Diverse testate si chiedono se, dopo la candidata democratica, il prossimo a essere travolto dall'onda populista non possa essere il presidente del Consiglio

Redazione
"Effetto Trump": per i media internazionali, adesso sono cavoli amari per Renzi

Matteo Salvini, Donald Trump e Matteo Renzi. Composizione con foto ANSA

L'elezione negli Stati uniti di Donald Trump a spese di Hillary Clinton sposta l'attenzione dei media internazionali dall'America all'Italia e diverse testate, non solo europee, si chiedono se, dopo la candidata democratica, il prossimo a essere travolto dall'onda populista non possa essere il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il riferimento è, in particolare, al referendum confermativo della riforma costituzionale del 4 dicembre, nel quale una vittoria del "NO" potrebbe rivelarsi fatale per il capo di governo e per il suo Partito democratico, che potrebbe trovarsi in seri guai in vista di prossime elezioni.

"I partiti populisti e nazionalisti hanno accresciuto la loro quota di voto significativamente in molti paesi vulnerabili dell'Europa della moneta unica (quasi certamente il prossimo punto focale dell'ansia dei mercati), particolarmente in Italia, Francia e forse Germania. Il Paese da guardare è l'Italia", scrive sul South China Morning Post, il principale giornale di Hong Kong, Nicholas Spiro. Il commentatore ricorda la data del referendum e segnala che, se vincesse il "NO", a beneficiarne potrebbero esserne i populisti, cioè chi "vuole un altro referendum per lasciare l'euro". Nelle settimane a venire, insomma, "la sensibilità degli investitori per la crescente volatilità del contesto politico probabilmente crescerà significativamente" e il "rischio Trump potrebbe lasciare il passo al rischio Renzi".

Uno scenario simile viene evocato dal giornale francese Le Monde e condiviso anche dal britannico Telegraph, che in un articolo scrive: "Il primo ministro dell'Italia potrebbe essere la prossima vittima dell'ondata populista, perché la vittoria di Trump rafforza i suoi oppositori". In Russia, invece, la medesima valutazione è espressa da siti economici. Finam.ru, una testata specializzata, dando una valutazione ottimistica delle ricadute della vittoria a sorpresa di Trump sui mercati internazionali, sottolinea che il vero fattore d'incognita della vittoria di Trump è politico. "ora che sono passate le elezioni Usa, l'attenzione va ai prossimi appuntamenti, il primo dei quali è il referendum costituzionale in Italia".

L'Economist, inquadrando allo stesso modo la questione, lascia aperto il finale a diverse conclusioni. "Il prossimo grande test per l'establishment - scrive - sarà in Italia il 4 dicembre. Se il "NO" dovesse prevalere, questo rappresenterebbe "il preludio a elezioni generali". Questo scenario "presuppone che gli elettori italiani siano incoraggiati dalle elezioni americane a diventare più populisti e più anti-establishment". A beneficiare dell'"Effetto Trump" sarebbe soprattutto la Lega di Matteo Salvini, l'unico leader politico italiano ad essersi schierato fin dall'inizio al fianco del tycoon repubblicano risultato poi vincente. In ogni caso, anche per l'Economist, il "no" è il risultato "più probabile" che darebbe "l'ultimo pezzo di prova che gli elettori nei paesi occidentali sono sempre più disillusi e delusi da chi sta al potere. E non sarà l'ultimo: la Francia vota in primavera".

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