Dopo la violenza su due minorenni

I rom difendono lo stupratore "Alessio il Sinto"

Addirittura alcuni nomadi sostengono che le due ragazzine se la siano cercate perchè dovevano sapere cosa significa frequentare quelli come loro. Inoltre aumenta la protesta dei residenti anche per dei roghi tossici presenti all'interno del campo

Ismaele Rognoni
I rom difendono lo stupratore "Alessio il Sinto"

Alessio il Sinto, foto di Adnkronos

La situazione che lega la vicenda di Mario Seferovic e Maikon Halilovic che, secondo l'accusa, avrebbero violentato due minorenni di soli 14 anni è letteralmente esplosiva.

Dalle notizie che giungono, alcuni esponenti della comunità di tale campo rom hanno dichiarato, quasi come a volerli giustificare, "Loro sapevano che erano zingari, sono usciti assieme varie volte e hanno fatto quello che hanno fatto, è così che funziona".
Altri hanno puntato l'indice contro i genitori delle due ragazzine "Le hanno lasciate uscire liberamente di notte, anche loro hanno delle responsabilità".

Per fortuna non tutti la pensano così: c'è chi addossa la colpa alla loro origine islamica "Sono khorakhanè, da loro puoi aspettarti di tutto" e chi dichiara che debbano essere puniti per i loro errori "Chi ha sbagliato deve pagare, quando abbiamo saputo il vero motivo abbiamo sputato in faccia a sua madre".

Ma la tensione non sembra minimamente attenuarsi dato che i residenti che abitano vicino al campo nomadi, dopo anni e anni in cui respirano i roghi tossici provenienti da tale campo, hanno approfittato dei riflettori accesi dalla presunta violenza sessuale e hanno manifestato la loro totale esasperazione

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