Intervista allo scrittore esperto di Islam

Il Comune di Milano censura Magdi Allam: "Attacco alla libertà d'espressione"

Negato l'utilizzo di una sala comunale per la presentazione del suo ultimo libro. "Brutta figura dell'Amministrazione che ha fatto prevalere delle tesi ideologiche rispetto a un diritto costituzionale. Pretendere un contraddittorio è una stupidaggine totale"

Marco Dozio
Il Comune di Milano censura Magdi Allam: "Attacco alla libertà d'espressione"

Foto ANSA

“Prendo atto che l’Amministrazione di Milano ha fatto prevalere delle tesi ideologiche rispetto al diritto/dovere costituzionale della libertà d’espressione. Considero quanto accaduto un fatto spiacevole per l’Amministrazione di Milano, non per me. Viene meno la loro credibilità sul piano della reputazione democratica”, così Magdi Allam commenta al Populista la censura subita dal Comune di Milano (a guida PD), che ha negato una sala per la presentazione di “Maometto e il suo Allah” (Piemme Edizioni), l’ultimo libro del giornalista esperto di Islam, giacchè “libri che sostengono tesi così nette ma anche così discusse e contestate da altri studiosi e critici” necessitano “di essere messe a confronto in un contraddittorio”, ha scritto un dirigente comunale, motivando il diniego con la bizzarra teoria che la presentazione di un volume debba essere accompagnata da un contraddittorio.

Poi scoppia la polemica e la Giunta cerca di rimediare con una pezza che pare peggiore del buco. L’assessore alla Cultura Filippo del Corno si è affrettato a dichiarare che “Milano non censura le idee (…) tanto è vero che sabato, a Bookcity, la più importante manifestazione della città, Allam potrà presentare il suo libro”. Fin qui tutto bene, dichiarazione di principio buona e giusta, che però stride con la mancata revoca del diniego.

Pur parlando di “un equivoco che intende dissipare”, Del Corno insiste con la necessità di dar vita a un contraddittorio: “Se FdI (che promuove l’evento ndr) vuole organizzare un confronto insieme a un altro intellettuale si tratta solo di trovare la data, ma nulla osta”. La presentazione resta confermata per il 28 novembre a Villa Litta, ma solo perché gli organizzatori hanno prenotato a pagamento un’altra sala.

Siamo davanti a una brutta figura dell’Amministrazione, io sono tranquillo, non ha alcun danno da questa situazione”, aggiunge Allam, chiarendo un concetto basilare: “All’assessore dico che il suo ragionamento è sbagliato. La presentazione di un libro è un evento culturale, non politico. E non c’entra nulla con il contraddittorio. Il pubblico viene liberamente ad assistere alla presentazione perchè vuole ascoltare l’autore del libro, non assistere a un contraddittorio in cui il moderatore cede la parola a una persona che contesta ciò che dice l’autore. In questo senso c’è un’erronea concezione dell’evento culturale”.

E ancora: “Il fatto che l’evento sia stato promosso da FdI non significa che la presentazione di un libro sia un evento politico. In altre occasioni la presentazione viene promossa da associazioni o Amministrazioni comunali. Assurdo che abbiano vietato quella sala dicendo che siccome le mie tesi sono nette e non condivise da altri occorre richiedere il contradditorio. È una stupidaggine totale”.

Il giornalista/scrittore viaggia a una media di 5 o 6 conferenze a settimana, senza riscontrare particolari ostilità o impedimenti e senza temere eventuali fregole censorie: “Al contrario, rilevo una crescente partecipazione di pubblico, non ho difficoltà a presentare le mie opere in giro per l’Italia. Del resto i miei non sono libri di propaganda, ma il frutto di studi scientifici. Il volume su Maometto è scritto sulla base delle fonti ufficiali islamiche: è Maometto che racconta se stesso. Non esiste nessun altra opera del genere in lingua italiana: si racconta la vita di Maometto dalla viva voce di Maometto, facendo conoscere ciò che lui ha detto di se stesso e ciò che ha detto di aver fatto. A chi contesta in modo pregiudiziale il mio pensiero, dico che i fatti sono fatti e non hanno colore politico”.

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