Senza la nuova Costituzione Renzi piange

Buttafuoco: "Il 4 dicembre si vota No per il broncio della Boschi"

Esilarante e sottilmente acuto come sempre, Pietrangelo Buttafuoco fa un tuffo nel retro-pensiero che tiene in ostaggio il Paese

Andrea Lorusso
Buttafuoco: "Il 4 dicembre si vota No per il broncio della Boschi"

Pierangelo Buttafuoco. Foto ANSA

Nei suoi editoriali Pietrangelo Buttafuoco non ci risparmia mai cultura, tradizione e sostanza etica della politica. E non lo fa neanche in questa chiacchierata scanzonata in cui la fragile Italia viene messa a nudo parlando dei suoi più grandi commedianti, da una parte Silvio Berlusconi e dell’altra Matteo Renzi, figli di Mediaset per ragioni diverse.

Pietrangelo, in un recente editoriale hai affermato che alla fine Berlusconi spera vinca il Sì al Referendum, anche se Forza Italia si schiera per il No. L’uomo soffre di bipolarismo, o è solo un acuto preservatore dei suoi interessi?
Per lui, e stiamo parlando del geniale protagonista di un ventennio tutto arci-italiano, vale un solo comandamento: “Non si scherza con la mobilia”. Quel che lo riguarda è il suo stesso patrimonio. Ed è ovvio che abbia in uggia tutto il formalismo della politica politicante. Tiene in vita, per quel che resta, il poco di Forza Italia. La destina al No nell’attuale campagna referendaria mentre alla sostanza del suo “mobilio” affida l’urgenza di far vincere il Sì, ovvero, tenere in vita, il più a lungo possibile, il Governo Renzi. Fa testo quello che dice Fedele Confalonieri, non certo quello che dichiara Renato Brunetta.

 

Bernardo Caprotti si è spento dopo una vita a lottare contro i padroni “rossi” nel mondo dei supermercati. Post morte lascia una eredità: “Mai vendere alle Coop”. Una storia come quella di Esselunga fa lustro all’Italia liberale. Politicamente esiste ancora quel prato elettorale del centro-destra?
Il prato elettorale del centro-destra è, in realtà, una prateria. Corrisponde alla stragrande maggioranza degli italiani cui è negata da sempre – vorrei dire già dal 1948 – una rappresentanza politica e culturale. È un’area dalla forte identità da sempre defraudata. Venne infatti tradita dalla Democrazia Cristiana che volle trascinare le masse votanti nel baratro del centro-sinistra. E venne poi umiliata quando, da “popolo delle partite Iva”, dovette costringersi alla “proletarizzazione”. Oggi, infatti, ogni libera professione altro non è che una variante del precariato. Una storia come Esselunga è solo un’eccezione, peraltro coincidente con la biografia del proprio fondatore. La norma, invece, è quella di un’economia sempre più marginale nel mercato.

 

Il Papa è stato duro contro la “teoria gender” insegnata nelle scuole, che potrebbe portare i bambini a cambiare corso nel loro orientamento sessuale o comunque esaltare comportamenti non in linea con la natura. Qual è la tua posizione?
La mia posizione personale è, se è possibile ancora più a destra di quella del Papa. Non intendo esaltare comportamenti non in linea con il Disegno di Dio, l’Altissimo.

 

La Costituzione ha bisogno di una rottamazione? E se sì, questa targata Boschi-Renzi può portare beneficio alla governabilità e all’efficienza del Paese?
So soltanto che voto no. E voto no perché così Maria Elena (Boschi, ndr) mette il broncio e Matteo (Renzi, ndr) piange.

 

Roberto Benigni che per anni a cachet ci ha spiegato la meraviglia della “Costituzione più bella del Mondo” adesso cambia idea: “Se dovesse vincere il No, sarà peggio della Brexit.” Però in Bretagna sta andando bene, vero?
Ovunque ci si liberi dalle logiche dell’oligarchia finanziaria va bene. L’Europa di cui si dice gran bene nei giornali non esiste nel sangue, nel respiro e nella volontà dei popoli. Quella Costituzione detta “la più bella del Mondo”, poi, non è certo la Carta del Carnaro. Personalmente sono cresciuto fuori dai cosiddetti valori costituzionali. Già fu un impostura l’annessione del Regno delle Due Sicilie allo Stato sabaudo figurarsi cosa possa essere una Repubblica generata all’8 settembre.

 

È tornata in aula la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. Sei favorevole ad una regolamentazione?
Mi mette tristezza, un’infinita tristezza, vedere le sale giochi dove l’azzardo e la ludopatia sono sottoposti a regolamentazione dello Stato, figurarsi lo sballo. Non so se il contrario è ipocrisia ma che la carta bollata avalli, in forma di surrogato, il mestiere dei biscazzieri e degli spacciatori, mi procura tristezza.

 

In Canton Ticino con il 58% dei consensi è passata la volontà di combattere il lavoro dei frontalieri italiani. Rigurgito di razzismo o sano buon senso nel tutelare la propria manovalanza?
Ecco, quando è arrivata la notizia, sono andato a rivedermi il film "Pane e cioccolata” con un grandissimo Nino Manfredi. Lì c’è la risposta.

Il film, per chi di voi non l’avesse visto, come il sottoscritto fin quando Pietrangelo me l’ha gettato sotto gli occhi, è uscito nel 1973, regia di Franco Busati. La storia narra di un caparbio italiano che cerca fortuna e lavoro in Svizzera. Respinta la sua richiesta di soggiorno per una inezia, non si da per vinto e cerca in maniera matta e disperata lavoro ed integrazione. Ad un certo punto s’inventa una mimetica etnica, tingendosi di biondo e confondendosi tra gli svizzeri, sin quando in un Bar, al goal della Nazionale italiana non trattiene l’esultanza e viene rispedito a casa. Durante il viaggio di ritorno però riceve la notizia che il suo permesso di soggiorno è stato accordato, e allora ferma il treno e riprende la sua battaglia da migrante regolare.

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