ufo, la russia vuota il sacco

I dischi volanti durante la guerra in Vietnam

C’è voluta la fine del comunismo perché nella ex Unione Sovietica si iniziasse a parlare seriamente e pubblicamente di UFO. Lo afferma un militare che svela come i suoi uomini li abbiano visti su Hanoi

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

I dischi volanti durante la guerra in Vietnam

A parlare è Mikhail Zakharchuk, direttore del Bollettino di Informazioni del Ministero della Difesa russo. “Gli UFO? Non abbiamo mai scritto sul serio di quest’argomento perché avevamo un tabù rigorosissimo e censure, e gli organi politici erano attenti a prevenire corbellerie che potessero offuscare con sensazioni da quattro soldi la mente dei lavoratori sovietici”, ha dichiarato. E così Dimitri Yazov, maresciallo della CSI e ministro della Difesa, impedì personalmente la partecipazione dei militari ad una trasmissione televisiva, sentenziando: “Da noi non ci sono e non possono esserci UFO”. Il cambio di rotta arriva in realtà con molto ritardo sulla perestrojka; recentemente Gorbachov, ormai privo di qualsiasi carica politica, intervistato in Italia in merito al fenomeno UFO, si è affrettato a glissare l’argomento.


In mezzo a tutto ciò, dalla caduta del muro di Berlino all’attuale “disgelo” ufologico governativo, è passato di tutto. Prima, nel 1989, toccò alla Tass, un tempo paludata e controllatissima agenzia di stampa sovietica, aprire alla pubblicazione delle più inverosimili o clamorose notizie di incontri ravvicinati (da uno sbarco alieno a Voronezh ad un attacco ad un camion del latte, da parte di un UFO); immediatamente dopo vi fu un florilegio di riviste e libri della peggiore tradizione scandalistica; gli anni Novanta fecero altresì la fortuna di guru sedicenti contattisti ed alimentarono un vero e proprio “mercato” dell’alieno, con dossier del KGB, il disciolto servizio segreto moscovita, venduti a suon di dollari agli ufologi europei ed americani e con interviste di veri e falsi militari sedicenti UFOtestimoni; infine, con l’avvento di Internet a livello popolare, fu la volta della divulgazione di improbabili foto e filmati di UFO e alieni.


Nel complesso, parola dell’ufologo moscovita Boris Shurinov, l’ufologia post-comunista fu assai poco attendibile e molto a sensazione. Ma qualche rosa spuntò anche tra le spine. Furono raccolte anche molte testimonianze attendibili, studiate scientificamente; non solo, nel 2009 il bollettino mensile interno del Ministero della Difesa, pubblicato con il consenso del colonnello generale Vladimir Prudnikov, comandante della Difesa contraerea, rivelò anni di registrazioni mantenute segrete, molto spesso dagli stessi piloti di aerei militari per timore di passare per visionari. Gli avvistamenti si concentrarono soprattutto nel Nord del Paese e dal Cremlino arrivò l’ordine di non aprire assolutamente il fuoco contro i misteriosi invasori. Ha scritto La Stampa: “La disposizione, secondo quanto rivela il bollettino pubblicato, era stata presa in seguito a un incidente verificatosi in Vietnam, una notte dell’estate del 1965. Quel giorno su Hanoi (dove la difesa contraerea era affidata a nove brigate missilistiche interamente composte da militari sovietici) apparve un oggetto volante a forma di disco. Via radio gli fu dato l’ordine di atterrare; ma non seguì alcuna risposta. Contro il disco vennero allora sparati alcuni razzi. La risposta questa volta ci fu: un raggio, tipo laser, che rese inservibili tutte le postazioni contraeree".


"Dell’incidente esiste anche una versione più drammatica, rivelata dall’ex ufficiale sovietico Mark Steinberg, ora residente negli Stati Uniti, al settimanale di New York Novoe russkoe slovo, secondo il quale il raggio partito dal misterioso disco di Hanoi fece anche duecento vittime. Ma il colonnello Zakharchuk, interpellato da La Stampa, ha dichiarato di non poter confermare la notizia. D’altra parte il bollettino del Ministero della Difesa non mostra l’intenzione di rivelare l’esistenza di extraterrestri né di forze sovrannaturali, ma soltanto quella di documentare come e quanto il problema UFO abbia turbato la vita della contraerea”. Un altro militare, il colonnello Dokuchaev, commenta sul bollettino: “Non possiamo certo affermare che forze extraterrestri abbiano distrutto nostri missili e bloccato apparecchi elettronici. Tuttavia i casi di distruzione ci sono stati”.

In realtà, la storia dell’incidente UFO di Hanoi è da anni che gira negli ambienti ufologici internazionali. Chi scrive l’ha sentita raccontare dal regista Mario Gariazzo, affiliato nostrano ad uno dei più antichi club UFO americani, il NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena). Nel 1993 Gariazzo aveva tirato fuori la vicenda su La Stampa di Torino, per pubblicizzare un proprio film di fantascienza (peraltro poi mai terminato) ma quella rivelazione, all’epoca, suonò più come uno scoop pubblicitario. Oggi parrebbe invece, per bocca dei militari russi stessi, che qualcosa, in Vietnam, sia veramente accaduto, nel 1965.

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