Non è la prima volta

Ragazze nigeriane, richiedenti asilo, si prostituivano lungo le strade di Asti

Erano alloggiate in strutture di accoglienza per aspiranti profughi del Torinese, ma ogni sera si recavano a battere lungo i viali cittadini per arrotondare un po'

Redazione
Ragazze nigeriane, richiedenti asilo, si prostituivano lungo le strade di Asti

Prostituzione di strada. Foto ANSA

Già nel mese di agosto la polizia municipale di Asti aveva multato per 50 euro due nigeriane, ospiti di strutture di accoglienza di Torino e Genova, per la violazione dell'ordinanza sindacale che vieta la prostituzione su strada in città. Il loro accompagnatore era stato denunciato in Procura per favoreggiamento della prostituzione. Nei primi giorni di settembre le forze dell'ordine astigiane si sono trovate ad avere a che fare con un'altra vicenda simile.

Durante le attività di controllo del territorio per contrastare il mercato del sesso a pagamento, gli agenti che stavano pattugliando la zona di Campo del Palio hanno notato una Daewoo Matiz, già segnalata nei giorni precedenti come un'auto utilizzata dalle "lucciole" per raggiungere le strade cittadine e vendere il proprio corpo. I poliziotti hanno cercato di fermare la vettura, ma il conducente si è spostato velocemente in corso Einaudi riuscendo ad evitare il controllo.

Pochi minuti dopo però l'auto è stata nuovamente individuata nella zona di corso Gramsci e bloccata: alla guida c'era un astigiano di 55 anni. Con lui due nigeriane di 21 e 25 anni, già identificate nelle settimane precedenti dalle forze dell'ordine perché si prostituivano in città. I tre sono stati fermati e portati in Questura e lì sì è scoperto che le ragazze risultavano alloggiate in strutture di accoglienza per richiedenti asilo.

Una delle due, alla quale è stato anche sequestrato un coltello trovato in borsetta, non aveva più documenti di soggiorno validi e nelle ore successive è stata accompagnata da una pattuglia della Polizia astigiana al Centro di identificazione ed espulsione di Roma su ordine del questore Filippo Di Francesco. L'altra immigrata invece era in regola e aveva una richiesta di asilo politico in fase di esame da parte della Commissione territoriale del Ministero dell'Interno.

In attesa del pronunciamento della Commissione, l'aspirante profuga è rimasta ospite del sistema di protezione internazionale in una struttura del Torinese. Stando a quanto è emerso, quasi tutte le sere la richiedente asilo prende un treno per Asti, si prostituisce per alcune ore e poi ritorna alla base. Dopo gli accertamenti di rito è stata rilasciata, anche se il caso è stato segnalato alla Questura di Torino per eventuali altre verifiche.

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