Religione pericolosa

Treviso, espulso per terrorismo imam segretario della Comunità islamica

Il marocchino di 33 anni è stato allontanato per motivi di sicurezza dello Stato. Il leghista Calderoli: "Reato di sharia, albo degli imam e sermoni in italiano"

Redazione
Treviso, espulso per terrorismo imam segretario della Comunità islamica provinciale

Fedeli in una moschea. Foto ANSA

Nella tarda serata di mercoledì 7 settembre è stato espulso con volo Fiumicino-Casablanca, per motivi di sicurezza dello Stato, un marocchino di 33 anni, segretario della Comunità islamica di Treviso e provincia oltre che, in assenza del titolare, "imam supplente". Lo rivela il Viminale, sottolineando che il soggetto era particolarmente ostile alle nostre leggi e tradizioni. Il marocchino aveva rifiutato di prestare giuramento per la cittadinanza italiana e questo è uno dei motivi che ne hanno determinato l'allontanamento.

L'uomo era convinto che ci fosse incompatibilità tra l'osservanza dei precetti salafiti e la fedeltà alla Repubblica, poiché la nostra legislazione contiene valori inaccettabili per un musulmano: un insieme di peccati come, per esempio, la parità tra uomo e donna. Disprezzando i principi fondanti della nostra Costituzione, aveva invitato persino i suoi familiari e i conoscenti a rifiutare come lui la cittadinanza italiana. Si tratta del dodicesimo imam espulso dal 2005 ad oggi, quindi in poco più di dieci anni.

"Lo straniero ha tenuto comportamenti non conformi alla legge italiana e a suoi dettami" ha affermato il questore di Treviso, Tommaso Cacciapaglia, in merito all'allontanamento del predicatore che viveva nella città veneta. "Sono tenuti sotto pressante controllo - ha aggiunto Cacciapaglia - i comportamenti non conformi al vivere comune italiano. Sotto questo profilo la polizia di Stato, come le altre forze dell’Ordine, tiene alta l'attenzione sul fenomeno e sulle persone che potrebbero destare sospetti".

Sposato con una connazionale dalla quale ha avuto tre figli, era arrivato a Treviso nel 1998 e lavorava come elettricista. Dopo quindici anni di vita nella città veneta, nel 2013 ha deciso di chiedere la cittadinanza italiana. La domanda era stata accettata, ma nel giorno in cui doveva completare l'iter della richiesta, che prevedeva appunto il giuramento sulla Costituzione, non si è presentato. La Digos ha voluto ha voluto indagare sul perché della mancata presenza, interrogando l'uomo che ha espresso il suo totale rifiuto dei principi fondanti dell'Italia, dichiarando di non voler prestare alcun giuramento.

"L'imam - ha commentato il senatore leghista Roberto Calderoli - sosteneva che non ci può essere parità di trattamento tra uomo e donna e che la nostra Costituzione contiene principi sbagliati e da non rispettare. Si tratta del 12esimo espulso da inizio 2015, un numero impressionante considerando la delicatezza del ruolo degli imam, responsabili della loro comunità islamica e della preghiera in moschea, dunque una guida ed un esempio per i fedeli. Ho preparato una proposta di legge per il reato di apologia della sharia e tra le misure inserite in questa proposta chiederò di istituire un albo per gli imam, con il loro censimento e la loro registrazione, e l'obbligo di tenere i loro sermoni in italiano".

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