Gup assolve scafisti

Secondo il Gup di Palermo ricorre la scriminante dello stato di necessità

Nella traversata morirono dodici migranti e per questo la Procura aveva chiesto l'ergastolo per i due scafisti, uno di nazionalità gambiana e l'altro senegalese

Fabio Cantarella
Secondo il Gup di Palermo ricorre la scriminante dello stato di necessità

Secondo il Giudice dell'udienza preliminare di Palermo, sarebbero stati costretti dall'organizzazione di trafficanti a mettersi al timone del gommone con oltre cento persone a bordo e dunque non sono colpevoli della morte di dodici migranti annegati durante la traversata.

Questa è la decisione del Gup di Palermo Gigi Omar Modica che ha respinto la tesi della Procura della Repubblica e scagionato due presunti scafisti applicando la scriminante dello "stato di necessità" perché gli imputati non decisero "autonomamente e liberamente di avventurarsi per il Mediterraneo".

La sentenza a sorpresa, emessa col rito abbreviato, viene ricostruita dal Giornale di Sicilia e da La Stampa. I due imputati, Dampha Bakary, 24 anni, originario del Gambia, e Jammeh Sulieman, 21 anni, senegalese, accusati di omicidio plurimo, sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato. La Procura, che aveva chiesto l'ergastolo, si prepara a fare appello.

Nelle 17 pagine di motivazioni il Gup scrive che la traversata fu organizzata "da soggetti libici armati" che minacciarono i due migranti. La tragedia risale al luglio 2015 e durante la traversata dodici persone annegarono, mentre gli altri furono salvati dalla nave Dattilo del dispositivo Frontex.

I due presunti scafisti furono individuati attraverso le testimonianze di alcuni superstiti ma le loro dichiarazioni sono state ritenute contraddittorie dal Gup secondo il quale vi sarebbe stato un "preciso interesse" finalizzato all'ottenimento del permesso di soggiorno.

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