Fallimenti renziani

Crolla il mercato del lavoro: giù i nuovi contratti, aumentano i licenziamenti

Il leghista Calderoli accusa Renzi: "È chiaro che quando si usano bonus e incentivi a puro scopo elettorale, i risultati non possono essere altro che questi"

Redazione
Crolla il mercato del lavoro: giù i nuovi contratti, aumentano i licenziamenti

Disoccupati e precari contestano Renzi. Foto ANSA

Il ministero del lavoro ha pubblicato venerdì 9 settembre i dati delle comunicazioni obbligatorie sull'andamento del mercato del lavoro, che non fanno altro che confermare quanto già emerso dai numeri diffusi dall'Istat in merito al fallimento delle politiche economiche del governo. Nel secondo trimestre del 2016 le attivazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 392.043, il 29,4% in meno rispetto all'anno scorso (-163.099). I rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati sono stati 470.561, -10% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il dato, a differenza di quello dell'Inps, tiene conto di tutto il lavoro dipendente compresi domestici, agricoli e pubblica amministrazione, e anche dei contratti di collaborazione. I numeri risentono della riduzione dell'incentivo all'assunzione a tempo indeterminato.

Nel secondo trimestre del 2016 nel complesso le attivazioni di contratti sono state 2.454.757 con un calo del 12,1% sullo stesso periodo del 2015. La dinamica degli avviamenti per tipologia di contratto oltre alla riduzione dei rapporti di Lavoro a tempo indeterminato (-29,4%) registra anche un calo dei contratti di collaborazione (-25,4%) e degli avviamenti a tempo determinato (-8,7%). Nel periodo i licenziamenti sono stati 221.186, 15.264 in più rispetto al secondo trimestre 2015. Tra le cessazioni richieste dal lavoratore sono in calo considerevole sia le dimissioni (293.814, -23,9%) sia i pensionamenti (13.924 (-41,4%). Per le donne le uscite per pensionamento sono crollate (-47%), probabilmente anche a causa della stretta sui requisiti per la pensione di vecchiaia scattati quest'anno. Un calo ancora più consistente si era registrato nel primo trimestre con le cessazioni per dimissioni per pensionamento delle donne ferme a 3.169 (-64,9%).

Un commento ai dati arriva dal senatore leghista Roberto Calderoli, che non perde l'occasione per attaccare il governo: "Ogni giorno - dichiara - si viene a conoscenza di dati disastrosi che riguardano l'economia italiana, in particolare il mercato del lavoro. Nel secondo trimestre del 2016, in base a quanto emerge oggi dalle comunicazioni ministeriali, le attivazioni di contratti stabili sono crollate del 30% rispetto allo stesso periodo del 2015 mentre i licenziamenti sono aumentati del 7,4%. È chiaro - spiega il vice presidente del Senato - che quando si usano bonus e incentivi a puro scopo elettorale, i risultati non possono essere altro che questi: passato il breve momento di euforia dovuto alla droga, poi il paziente sta peggio di prima".

"Senza misure strutturali - prosegue Calderoli -, senza una rivoluzione fiscale, senza un cambio di rotta e di governo, la situazione è destinata a peggiorare. È inoltre evidente l'effetto della mancata cancellazione della vergognosa legge Fornero: un drastico calo delle uscite per pensionamento, in particolar modo tra le donne. Il folle disegno dell'esecutivo sembra chiaro: far lavorare gli italiani fino alla fine dei loro giorni, risolvendo così il problema delle pensioni, e nel frattempo sostituirli con manodopera immigrata a basso costo... fermiamoli - conclude -, prima che sia troppo tardi! Appena ce lo consentiranno, sono sicuro che gli elettori manifesteranno in massa la loro contrarietà con un bel NO, potente e convinto, che varrà sia per quella pessima riforma che nei confronti di Renzi e delle sue politiche fallimentari".

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