schegge duracruxiane

Co-living, colpo mondialista a famiglia e proprietà

I totem della convenienza economica e del sotto-costo sono stati creati ad hoc impoverendo la classe media e posti oramai come priorità esistenziali dell'essere umano

Helmut Leftbuster
Co-living, colpo mondialista a famiglia e proprietà

Il progetto mondialista (o del nuovo ordine mondiale o come volete chiamarlo) non perde un colpo, ed è ogni giorno ancora più realistico e fattivo di quella sua stessa vulgata iniziale con la quale i suoi estensori dovevano imbambolare la gente per evitare che ne fosse svelata anzitempo l'indole etnocida. L’ultima trovata di ingegneria sociale volta a smembrare i legami naturali basati su sangue, elezione, affinità e vicinanza geografica per sostituirli con solipsismi umanoidi che interagiscano fra loro solo per mera convenienza economica, prende il nome di “co-living” (immancabile barbarismo linguistico).

Trattasi di sorta di evoluzione abitativa di quei progetti che già miravano a sostituire i rapporti sociali di naturale prossimità ambientale con espianti di giovani risorse da una nazione all’altra finalizzati a creare un corpus culturale di acefali sradicati, interessati solo a nutrirsi, cagare e vestire fighetto. Gli elementi base della ricetta sono sempre gli stessi: i totem della convenienza economica e del sotto-costo, creati ad hoc impoverendo la classe media e posti oramai come priorità esistenziali dell'essere umano (dalla merda che compriamo ai discount sino alla barzelletta sul taglio dei parlamentari); e poi l’abbattimento della proprietà privata intesa come retaggio d’una vetusta identificazione fra discendenza e territorio.

Ebbene, attraverso monadi abitative singole e soffocanti, installate all’interno di alveari aridi e asettici, popolati da sconosciuti attirati lì solo dal miraggio d'un affitto a buon mercato, si gettano le fondamenta di quella “società liquida” imperniata su una precarietà tipicamente migrante da contrapporre al tradizionale focolare domestico e, più in generale, ai concetti di quartiere, regione, confine e identità. Insomma, il mondo ideale realizzato con la collaborazione del Covid, sin.. dai banchi di scuola.
Niente quadri alle pareti, niente personalizzazione degli ambienti, niente storicità dell'edificio, nessuna possibilità di tirarci su della prole. Una sterilizzazione del demos occidentale che parte dalla casa per arrivare all'individuo. Non a caso il termine “economia” deriva proprio da oikos e nomos: il governo della casa. Ma questo, più che un “governo”, ci appare un incubo.

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