Sciolti per mafia

Le amministrazioni comunali di Corleone e Tropea azzerate per infiltrazioni mafiose

Corleone, nel palermitano, è tristemente noto nel mondo per aver dato i natali a boss storici come Bernardo Provenzano, Totò Riina, il medico Michele Navarra e Luciano Liggio

Fabio Cantarella
Le amministrazioni comunali di Corleone e Tropea azzerate per infiltrazioni mafiose

Il Consiglio dei ministri ha sciolto per mafia i Comuni di Corleone in provincia di Palermo e Tropea in provincia di Vibo Valentia.

La sorte vuole che Corleone venga sciolto a quasi un mese dalla morte di Bernardo Provenzano, uno dei capi storici di Cosa nostra, arrestato nel 2006 al termine di una latitanza record di 43 anni. Il paese siciliano, infatti, è divenuto tristemente famoso nel mondo per aver dato i natali a personaggi di primo piano nel mondo della criminalità organizzata, da Bernardo Provenzano, appunto, a Totò Riina, dal medico Michele Navarra, a Luciano Liggio.

Un provvedimento annunciato, quello dello scioglimento per infiltrazioni mafiose, dall'accesso agli atti del Comune eseguito lo scorso gennaio. L'accesso – spiegò in quei giorni il sindaco Lea Savona- riguardava l'assegnazione di alcuni appalti come quello relativo alla costruzione di un impianto polivalente nei pressi del campo sportivo. La gara finì all'attenzione della Procura di Palermo che arrestò un dipendente comunale, Antonio Di Marco, indicato dagli inquirenti come il nuovo capo mandamento. Di Marco, custode del campo sportivo, dove si sarebbero svolti anche summit di mafia, in alcune intercettazioni avrebbe fatto riferimento alla possibilità di fare pressioni presso gli uffici comunali per pilotare i lavori. "Nessuno immaginava -osservò allora il sindaco Lea Savona- che questo dipendente comunale potesse essere colluso". Ma nel fascicolo della Direzione distrettuale antimafia finì anche il fratello del sindaco, Giovanni Savona.

Il capo famiglia di Chiusa Sclafani, Vincenzo Pellitteri, non sapendo di essere intercettato, diceva “è un grande amico nostro, solo che lui è allacciato con Mario". Dove Mario era Mario Grizzaffi, fedelissimo di Totò Riina e fratello del boss Giovanni. Dopo l'accesso agli atti fu la volta delle commissioni Antimafia nazionale e regionale.

Il sindaco Lea Savona, che anni fa vinse anche il premio intitolato alla memoria del giudice Paolo Borsellino, a conclusione dell’audizione in Commissione Regionale Antimafia dichiarò: “Avrò peccato di leggerezza, inesperienza, di qualche sbavatura, ma non posso essere considerata vicina ad ambienti mafiosi. Rinnegherei il nome che porto e mi dissocerei dalla mia stessa famiglia se mio fratello fosse coinvolto in qualche organizzazione".

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

L'America di Trump dice NO!
Intervista a George G. Lombardi

L'America di Trump dice NO!

Torino, arriva la superdroga. Si chiama Thc
la "piazza " invasa dai datteri di hashish

Torino, arriva la superdroga. Si chiama Thc


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU