Economista di Panorama indaga

FIAT, esiste ancora?

Si sente spesso dire che la FIAT era solita dividere i debiti e mai i crediti. In altre parole, che senza i sussidi del Governo italiano non ce l'avrebbe mai fatta a stare in piedi. Verità o leggenda? Ne abbiamo parlato con un esperto

Alfredo Lissoni
FIAT, esiste ancora?

Foto ANSA

Marco Cobianchi è un economista di Panorama, autore del libro American Dream - Così Marchionne ha salvato la Crhysler ed ucciso la FIAT (Chiarelettere). Lo abbiamo intervistato.


Dottor Cobianchi, Marchionne ha salvato o ucciso la FIAT?

Questa è la domanda da cui sono partito, se cioè Marchionne abbia salvato la FIAT. Nel 2004, quando Marchionne divenne amministratore delegato del gruppo FIAT l'azienda non era tecnicamente fallita, come ci è stato raccontato. La FIAT aveva dentro di sè delle aziende eccellenti, come la CNH, che è ancora oggi l'unica che produce utili avendo le ruote. Poi CNH è stata scorporata dalla FIAT e messa sotto Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli attraverso la quale si controlla l'impero del gruppo. Ha venduto molto nel 2004-6, non era fallita, anche se sembrava. Perdeva miliardi ogni anno ma aveva dentro di sé le risorse per ripartire. Ma soprattutto Marchionne è riuscito a ripartire grazie al sostegno convinto e prolungato dello Stato. Senza lo stato non sarebbe riuscito a sopravvivere.

La FIAT è parte di una multinazionale quotata a New York, con sede ad Amsterdam e che paga le tasse a Londra. Altro che FIAT Italia...

FIAT Italia non esiste più, è parte di una multinazionale che ha il cervelloa Detroit. Non a caso Marchionne la casa l'ha presa a Detroit, non a Torino. Facendo parte di una multinazionale che ragiona in senso mondo, guardando i bilanci si scopre che c'è una parte che perde 911 milioni all'anno, ed è l'Italia, ed una parte che guadagna 1 miliardo e 800 milioni di euro all'anno, ed è l'America. Ora, io non conosco nessuna multinazionale che possa sopportare a lungo che 5-6 fabbriche concentrate in un solo Paese, l'Italia, che lavorano sul mercato più difficile del mondo, che è l'Europa, con margini molto bassi e poche immatricolazioni, possa perdere 900 milioni l'anno. Non esiste.

E quindi?

Ciò significa che i politici dovrebbero smettere di osannare la FIAT e Marchionne. L'epoca in cui andavano a lucidare lemaniglie di casa Agnelli è finita. Dovrebbero semmai porsi il problema dell'esistenza di fabbriche che producono perdite. Non è certo colpa dei dipendenti o degli operai ma, per dare un'idea della situazione, gli operai americani lavorano per pagare gli stipendi ai loro colleghi italiani. Tutto ciò non potrà durare a lungo...

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