Guerra basata su "fake news"

Al via la distruzione della Siria. Il vicario di Aleppo: "Cercavano solo un pretesto"

Annunciato l'avvio dei raid con missili aria-terra e cruise. Numerosi aerei in partenza dalle basi Nato. Il prelato: "Sfruttano menzogne per i propri fini"

Redazione
Al via la distruzione della Siria. Il vicario di Aleppo: "Cercavano un pretesto"

Bombardamento in Siria

L'Easa, l'Agenzia europea di controllo del traffico aereo, ha diffuso mercoledì un avvertimento per le compagnie aeree sul rischio di possibili operazioni militari nell'area orientale del Mar Mediterraneo, a causa della crisi siriana. Sul sito si legge che "a causa del possibile lancio di attacchi aerei in Siria con missili aria-terra e/o missili cruise nelle prossime 72 ore, oltre alla possibile interruzione delle comunicazioni di navigazione radio, devono essere prese dalle compagnie aeree le dovute cautele nella pianificazione delle operazioni di volo nel Mediterraneo Orientale e area di Nicosia". Sembra avere quindi avuto successo l'operazione mediatica che, attraverso una serie di "fake news" puntava a dare un pretesto alle potenze mondiali per distruggere la Siria, come da più parti denunciato nei giorni scorsi.

Gli ultimi sviluppi sono la dimostrazione del fatto che "non vi è la volontà di lasciare in pace questo Paese"; al contrario, attori regionali e potenze mondiali "sembra stiano cercando sempre più un pretesto per intervenire con una durezza ancora maggiore, e combattere". È quanto sottolineava ad AsiaNews solo 24 ore prima dell'ufficializzazione dei raid il vicario apostolico di Aleppo dei Latini, monsignor Georges Abou Khazen, commentando l'escalation della tensione all'indomani dell'attacco a Douma, ultimo bastione ribelle nella Ghouta orientale, periferia est della capitale. Fonti dell'opposizione hanno denunciato l'uso di armi chimiche, ma Damasco ha smentito con forza le accuse. Intanto all'Onu si è consumato lo strappo fra Stati Uniti e Russia, che ora potrebbe degenerare in conflitto aperto sul terreno.

In riferimento alla vicenda di Douma, il prelato ha ricordato come in queste ore "la Siria sta chiedendo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di inviare una commissione di inchiesta". Tuttavia, ha aggiunto, le potenze del blocco anti Assad vogliono adottare il pugno di ferro e non sembrano "accettare alcun compromesso". Il muro contro muro, le reciproche accuse e la manipolazione ad arte di immagini e notizie, create e diffuse in modo tale da orientare tutta l'opinione pubblica mondiale a favore di un attacco militare risolutivo, sembrano aver dato i frutti sperati e tra il pomeriggio di martedì e la mattinata di mercoledì si sono registrate numerose segnalazioni di un traffico aereo anomalo in partenza da tutte le basi militari Nato dislocate in diversi Paesi europei, in particolar modo da quelle italiane.

"Russia e Stati Uniti dicono tutto e il contrario di tutto. Washington accusa ma non ha certezze. Quello che non mi spiego - ha detto il vicario di Aleppo - è il senso di un attacco con armi chimiche dopo aver già liberato quasi tutto il territorio della Ghouta orientale. Mi sembra poco credibile e mi chiedo chi possa trarre vantaggio da tutto questo". Il prelato si augura che possa tornare a prevalere la logica del dialogo, della pace "e per questo noi preghiamo tutti i giorni" ha spiegato ad AsiaNews. "Bisogna arrivare a una soluzione condivisa - ha concluso - ma se non si adotta il criterio della verità e si sfruttano menzogne e bugie per i propri fini sarà difficile. E a pagarne le conseguenze saranno sempre le famiglie siriane, devastate sul piano economico, sociale e morale da un conflitto senza fine".

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