macchè fuga dalla guerra

Finti profughi, un traduttore vuota il sacco

Il mediatore culturale: “Non fuggono da pericoli ma sono solo in cerca di soldi e di successo per tornare un giorno a casa e pavoneggiare la ricchezza raggiunta”

Redazione
Finti profughi, un traduttore vuota il sacco

Altro che risorse, altro che vittime che fuggono dalla guerra. Il Giornale ha svelato le bugie dei clandestini per ottenere asilo. E lo ha fatto facendo parlare uno dei tanti interpreti per profughi che, dietro garanzia di anonimato, ne ha raccontate di tutti i colori. La maggior parte dei clandestini che arrivano dalla Nigeria, ha raccontato l’interprete, anch’egli nigeriano ma regolare, “non fuggono da pericoli ma sono solo in cerca di soldi e di successo per tornare un giorno a casa e pavoneggiare la ricchezza raggiunta”. Ma, precisa il traduttore (nome in codice, Uchenna), quando si accorgono che da noi non c’è l’America, finiscono in mano a connazionali che gestiscono droga e prostituzione (per la verità, sono almeno 25 anni che le principali città italiane si sono riempite di prostitute nigeriane “a basso costo”; strano che nessuno se ne sia ancora accorto).


Alla Commissione che li giudica per stabilire se garantire lo status di rifugiato, i clandestini danno risposte fantasiose. “Da qualche tempo”, ha raccontato Uchenna al giornalista Giuseppe De Lorenzo, “affermano di essere soggetti al malocchio; altri dicono di essere scappati perché, diventati orfani, un loro parente malvagio avrebbe provato ad impossessarsi del loro patrimonio”. Le donne, invece, inventano storie di violenze ed abusi sessuali e, a recita finita, si rivolgono ad Uchenna, maschi e femmine, chiedendo se hanno “detto bene la storia”. Oltre al danno, la beffa, dunque. Dimostrano anche di conoscere bene i nervi scoperti della Sinistra nostrana. Molte donne si dichiarano lesbiche, ha raccontato Uchenna, e per questo perseguitate.


“Si presentano con un foglio stampato da Internet riguardante un qualsiasi evento di omofobia in Nigeria”. E poi, si cambiano l’identità – cosa già facilissima in Nigeria, secondo il traduttore – e mentono sulla loro vera età, facendosi passare, quelli che possono, per minorenni; infine, molti di quelli che dicono di scappar dalle guerre del Nord vengono invece al Sud. Uchenna è tranchant. “Bisogna rendere più dura la legge sull’immigrazione”, ha dichiarato al Giornale; “nel momento in cui la domanda d’asilo è stata rigettata, gli immigrati devono essere rimandati nel loro Paese”. Apriti cielo, se una cosa del genere l’avesse detta Salvini…

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