Presidio dal 22 gennaio

Consulta, no al referendum sull'articolo 18. Matteo Salvini: "Sentenza politica"

Il segretario leghista: "Sentenza gradita ai poteri forti e al governo". Via libera solo a due dei quesiti proposti dalla Cgil (quelli su voucher e buoni lavoro)

Redazione
Consulta, no al referendum sull'articolo 18. Salvini: "Sentenza politica"

Foto ANSA

Bocciato dalla Corte costituzionale il referendum sulle modifiche all'articolo 18 relative ai licenziamenti illegittimi introdotte con il Jobs act, via libera a quelli su voucher e responsabilità solidale in materia di appalti. La decisione al termine della camera di consiglio che ha dichiarato ammissibili i quesiti proposti dalla Cgil relativi alla abrogazione delle disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti e la richiesta di soppressione delle norme relative al Buono per il lavoro accessorio. La decisione dei giudici della Corte Costituzionale è arrivata dopo una riunione durata oltre due ore.

Il via libera arrivato dalla Consulta apre la strada a due dei referendum proposti e il più importante è certamente quello sui voucher, i buoni lavoro che il Jobs Act ha ampliato e modificato: il quesito chiede di abrogare queste norme. Il governo ha già reso noto di voler intervenire su questa materia e se lo farà con una nuova norma, il referendum cadrà, ma prima la nuova norma dovrà passare al vaglio dell'Ufficio centrale per il referendum della Cassazione, che verificherà se sia aderente all'istanza quesito referendario. In caso di consultazione, dovrebbe svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno, salvo elezioni anticipate.

"Dalla Consulta sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero. Temendo una simile scelta anche sulla legge elettorale il prossimo 24 gennaio, preannunciamo un presidio a oltranza per il voto e la democrazia sotto la sede della Consulta a partire da domenica 22 gennaio": questa la reazione alla sentenza da parte del segretario leghista, Matteo Salvini, dopo che la Consulta ha dichiarato inammissibile il referendum sull'articolo 18.

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