E il contribuente paga il conto

Mps, gli stipendi milionari dei manager

Negli ultimi 15 anni i vertici della banca senese hanno intascato circa 30 milioni di euro. Prestando soldi ai "bidonisti". E ora i cittadini ci rimettono oltre 6,5 miliardi con il salvataggio di Stato

Redazione
Mps, gli stipendi milionari dei manager

Foto ANSA

Notoriamente quando una banca va in crisi chi sbaglia non paga. Anzi, sovente i manager responsabili dei disastri escono intonsi dalla bufera generata dai loro errori catastrofici e intascano prebende milionarie. A pagare sono tutti gli altri, gli innocenti, i danneggiati, dai risparmiatori ai contribuenti. Il caso Montepaschi conferma pienamente questo andazzo.

Si scopre infatti che i vertici dell’ex banca controllata dal Partito democratico, quelli che l’hanno gestita negli anni più nefasti, hanno incamerato una montagna di milioni. Libero mette in fila gli emolumenti dei manager che hanno guidato Mps dal 2000 a oggi. In questo lasso di tempo si sono verificate alcune delle operazioni che gli esperti definiscono decisive ai fini dello sfascio attuale. A cominciare appunto dal 2000, quando Siena acquista Banca 121 pagandola 2.500 miliardi di lire. Al 2007 risale l’acquisizione di Antonveneta conclusa con l’esborso di 9.5 miliardi di euro nel bel mezzo della tempesta globale per la crisi dei mutui. Poi è la volta delle acrobazie dei derivati dai nomi accattivanti: Santorini e Alexandria.

È in questi 15 anni che maturano molti dei 24 miliardi di “sofferenze”, i crediti deteriorati che hanno affossato l’istituto. Ed è in questi 15 anni che pochi dirigenti, gli stessi che hanno avallato i prestiti ai grandi “bidonisti” che non hanno restituito il denaro, sono arrivati a guadagnare complessivamente 30 milioni di euro tra stipendi e buonuscite.

Giuseppe Mussari per esempio, avvocato di Catanzaro che ha presieduto la banca dal 2006 al 2012, ha intascato 3 milioni. Mentre l’ex direttore generale Antonio Vigni ha incassato negli anni circa 10 milioni. Per l’ex capo dell’area finanza Gianluca Baldassarri l’ammontare degli stipendi si assesta sui 9 milioni di euro. In tempi più recenti, in una fase successiva agli anni finiti sotto la lente dei magistrati, ovvero quelli dal 2006 al 2012, troviamo l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola che dal 2012 al 2016 ha incamerato stipendi per 1,5 milioni e una liquidazione di 3,1 milioni. Ai manager, coinvolti o meno in inchieste giudiziarie, milioni di euro. Ai contribuenti il conto salato del salvataggio di Stato, circa 6,5 miliardi di euro.

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