Intervista a tutto campo sul quotidiano tedesco

Salvini a Die Welt: "Europa mai così rammollita, riprendiamoci la nostra sovranità".

Attentati islamici, crisi immigrazione, uscita dall'Euro e alleanze internazionali: "Trump? Un grande! Ho goduto come un matto per la sua vittoria. Le Pen? Tostissima. E Putin portatore di speranza".

Redazione
Salvini a Die Welt: "Europa mai così rammollita, riprendiamoci la nostra sovranità"

Signor Salvini, in Europa passa per un populista. Lo è?
Oh sì, e per me è motivo di orgoglio, così mi si fa un complimento.

Qualcuno lo considera un insulto…
No, no. Ho una maglietta con la scritta "Io sono un populista". Etimologicamente populista significa essere vicini al popolo, usare un linguaggio semplice, e più semplicemente ci si esprime, meglio è.

Uno dei suoi più famosi colleghi in questo campo è Donald Trump. Che ne pensa di lui?
Che è davvero un grande uomo! La sera delle elezioni ho goduto come un matto.

Dopo l'attentato di Berlino Lei, come Trump, ha twittato che si può risolvere questo problema solo con la "durezza". Che cosa intendeva?
L'attentato di Berlino mi ha profondamente colpito e commosso. Purtroppo molti hanno fatto l'errore di sottovalutare i fatti di Colonia. In qualche modo, invece, erano un avvertimento rispetto a ciò che poi è avvenuto. Siamo sotto attacco e dobbiamo espellere con determinazione tutti coloro che non hanno un permesso di soggiorno in regola.

Lei ha subito messo in relazione l'attentato con l'Islam radicale.
Si dice che il problema non sia l'Islam, ma alcuni pochi esaltati solitari. In realtà ho appena letto uno studio che stima al 30% la percentuale della radicalizzazione tra gli islamici europei.

I numeri che girano sono molti. Ma in concreto: come dovrebbe cambiare l'approccio dell'Europa all'Islam?
Mai nella sua storia l'Europa è stata rammollita come oggi!

Rammollita?
L’Europa perde i suoi valori, vengono a mancare sicurezze, perde l’identità e non ha più orgoglio. La storia si ripete nel conflitto più o meno armato tra Occidente e mondo islamico. Sempre, quando l’Occidente retrocede dalle sue posizioni, il mondo islamico avanza con forza.

Ha amici musulmani?
Sì, io ho amici musulmani moderati. I musulmani possono essere le persone più care e amichevoli che ci siano. Il problema non è il singolo, ma la cultura dell’Islam che è arretrata e non compatibile con la nostra società. I Paesi islamici non sottoscrivono la convenzione sui diritti dell’uomo. Vale la legge di Dio, non quella dello Stato. I fanatici reclutano moltissimi giovani. Per questa gente, da noi non c’è posto. 

Non è che il vostro atteggiamento spinga molti a diventare ancora più aggressivi?
Se vuoi vivere in pace, preparati alla guerra. Quando chiunque può entrare e fare quello che vuole, allora non ne vieni fuori. È uno scontro di culture: in molte scuole in Italia non ci sono più le vacanze di Natale; si fanno feste della pace, dell’amicizia, dell’integrazione, della solidarietà e feste invernali. Natale è Natale perché Gesù bambino è venuto al mondo e questo interessa a tutti i bambini. Perché dobbiamo vergognarci delle nostre tradizioni?

Come si immagina quindi la sua politica per l’immigrazione? Non è pensabile costruire muri in mezzo al Mediterraneo e negare il diritto di asilo.
Naturalmente no, ci mancherebbe altro. Ma dalla Siria saranno arrivati in mille. In Italia abbiamo 95% di migranti economici dall’Africa. Potremmo usare meglio il denaro che buttiamo fuori dalla finestra ospitando questi in hotel investendo invece in infrastrutture in collaborazione coi governi del Mali, Nigeria, Gambia, Senegal.

Il problema è proprio il dialogo con questi Paesi...
In Nigeria adesso c’è un nuovo governo. Ci sono un migliaio di italiani che investono là, e questo dovrebbero fare anche i nostri politici, altrimenti la Cina si compra tutta l’Africa.

Quindi anche l’accordo con la Turchia?
No, quello era un’idiozia. Come si fa a fidarsi di uno come Erdogan! Ma Paesi come la Tunisia, l’Egitto o il Marocco sono affidabili. Si potrebbe spostare il confine europeo dalla loro parte del Mediterraneo,  lasciar là i migranti, naturalmente controllare che vengano rispettati i diritti umani, e poi, dopo aver mandato indietro i primi tre barconi, i trafficanti la smetterebbero perché perderebbero affari.

Ma si metterebbero a rischio vite umane.
Per come va adesso... solo quest’anno il costo è stato di settemila vite umane.

Conosce Marine Le Pen?
Lei è una veramente tosta! L’ho conosciuta due anni fa. Alle elezioni di maggio in Francia la metteranno in difficoltà col ballottaggio. Come in Austria, i suoi avversari potrebbero coalizzarsi al secondo turno, al motto di: tutti contro uno.

Cosa cambierebbe con lei come presidente francese?
Prima di tutto il mercato del lavoro. Ai suoi congressi ho incontrato lavoratori, contadini, operai, gente delle periferie, quelli che prima votavano per i socialisti. Anche in Italia il mercato del lavoro è il problema principale: la delocalizzazione, le imprese, multinazionali che pagano le tasse all’estero.

Come suo ammiratore, condivide la simpatia di Trump per Nigel Farage?
Ha il merito storico di aver creduto nella Brexit, ed è una speranza ed una sveglia per l’Europa. 

E che ne pensa delle aperture del nuovo presidente degli Stati Uniti verso Vladimir Putin?
Putin per me è un portatore di speranza ed un punto di riferimento. Le sanzioni sono, dal punto di vista diplomatico e geopolitico, le misure più dannose che siano state prese negli ultimi anni, per non parlare della perdita economica per l’Italia. Veramente una decisione idiota. Io sono stato in Crimea: si può discutere sui metodi, ma la realtà è semplice, storicamente appartiene alla Russia.

Suppongo che anche l'AfD tedesca incontri il suo favore.
Non ho ancora personalmente incontrato Frauke Petry, fortunatamente le nostre lotte politiche sono simili e compatibili. L’AfD è un partito interessante, proprio perché in Germania e si trova nel cuore dell’Europa, un fenomeno fresco e inatteso nella terra della Signora Merkel.

Prima la Lega era un movimento separatista del Nord Italia, adesso vi proponete sull'intero territorio nazionale. Cosa è cambiato?
Il mondo è un altro. Quando io sono entrato nella Lega nel 1990 c’era ancora la lira, non c’erano crisi dei migranti, né terrorismo internazionale. Abbiamo perso il controllo sulla moneta, sulle banke, sull'agricoltura, sul commercio, sulla pesca. Vogliamo riprenderci il potere che abbiamo ceduto a Bruxelles. I primi 15 anni dell'Euro per noi sono stati disastrosi.

Un’uscita dall'Euro non avrebbe per l'Italia ancora peggiori? 
Un’uscita coordinata sarebbe la cosa migliore. Discutiamo con i francesi, gli austriaci, gli olandesi e i tedeschi una exit strategy.

Perché questo succeda dovreste essere al governo voi e i partiti europei vostri partner.
Ciascuno per sé naturalmente è più complicato. Ma se non ci dovesse essere un accordo, semplicemente l'uscita dovrà essere individuale.

(Intervista di Constanze Reuscher a Matteo Salvini, comparsa su "Die Welt" di giovedì 3 gennaio 2017, traduzione a cura della redazione)

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