Basta con la caccia al maschio bianco!

“Lasciamo agli uomini la libertà d’importunarci.” ammonisce Catherine Deneuve, e con lei altre cento donne francesi, nella lettera inviata a Le Monde, che sta sconvolgendo le femministe politically correct al di là e al di qua dell’Oceano.

Susanna Trippa
Basta con la caccia al maschio bianco!

“Lasciamo agli uomini la libertà d’importunarci.” ammonisce Catherine Deneuve, e con lei altre cento donne francesi, nella lettera inviata a Le Monde, che sta sconvolgendo le femministe politically correct al di là e al di qua dell’Oceano.
Il tema pare frivolo, e di secondaria importanza, ma in realtà non è così. Anche qui, come in altri settori, si tratta di soccombere - noi Occidente - sotto la scure ben affilata del multiculturalismo multiappiattente, brandita dal potere occulto (con la faccia patinata dell’economia globalizzata) che ci tiene in pugno. E vi spiego perché. Catherine Deneuve, e le altre (non solo attrici ma anche scrittrici e scienziate) - e per fortuna che ci sono, dico io - rispondono, con questa lettera, a quell’universo femminile viziato di Hollywood, partito lancia in resta contro le molestie di cui il maschio bianco si è reso colpevole oggi, ieri, l’altro ieri, e fors’anche domani. Il tutto è partito da reminiscenze retrospettive di alcune (attrici, modelle e simili) contro avances più o meno volgari del produttore cinematografico Weinstein, di cui nessuno mette in dubbio la maialaggine. Il fatto è, come qualcuno ha già detto, che occorre distinguere tra maialaggine e stupro. E la distinzione, direi, non è da poco. Sull’onda del caso Weinstein, è iniziata una caccia alle streghe che si è allungata fin qui da noi, in Italia, fra attrici e modelle che iniziavano il piagnisteo del ricordo. Una per tutte Asia Argento, che sta lavorando poco, e quindi in cerca affannosa di notorietà. Basterebbe, per capire chi è il personaggio, un post di Asia Argento appunto, quando fotografò di nascosto, in un ristorante romano, Giorgia Meloni, che aveva partorito da pochi mesi, bollandola con questa frase da vera femminista doc “la schiena lardosa di una fascista”. Se questo è il livello… del femminismo odierno “di sinistra”… mi sento di stendere tappeti rossi e lanciare fiori sul cammino di una donna come Giorgia Meloni che, suppongo, farà i salti mortali per cercare di svolgere bene i suoi ruoli. Ma tornando a Catherine Deneuve - una per tutte le cento firmatarie francesi - la sua dichiarazione ha scatenato le ire delle star in gramaglie - però elegantissime - alla consegna dei Golden Globes. In lutto tutte quante! In memoria di molestie, di pensieri di molestie e simili, insomma… un insopportabile piagnisteo. Però anche Laura Boldrini è evidentemente d’accordo con le star americane - orfane tra l’altro di Obama e Michelle, e sconvolte da quel volgare presidente Trump al comando - perché, intervistata dalla Gruber, ad Otto e mezzo, si dichiarava esterrefatta per le dichiarazioni delle francesi. A me invece, la lettera della Deneuve & company fa l’effetto di una boccata d’aria fresca. Alla fine, cosa hanno detto poi? “Non ci riconosciamo, in quanto donne, in questo femminismo che, al di là della denuncia degli abusi di potere, prende le sembianze dell’odio degli uomini e della sessualità. Di fatto #metoo ha scatenato nella stampa e sui social network una campagna di delazioni e messe sotto accusa pubbliche di individui, senza che sia stata data loro la possibilità di difendersi.” In un mondo che si avvia ad incasellare ogni atto della nostra esistenza (dalla nascita - bimbi in provetta, uteri in affitto - fino alla morte - eutanasia - e in mezzo tutta la sfilza delle “cinquanta sfumature” di transgender), il maschio bianco - solo lui, non quello colorato - è sempre più attaccato e, annichilito, tende a cammuffarsi e a spogliarsi degli elementi che più lo caratterizzavano. Di questa trasformazione, ormai in atto, mi sa che le donne finiranno poi per pentirsi. “Il patriarca bianco è il reietto dei salotti intellettuali, accusato di ogni nefandezza: sessista, xenofobo e fascista. Se l’è cercata, - scrive Alessio Postiglione - per questo è in via d’estinzione.” E qui ci riagganciamo all’impressionante progetto per renderci sempre più uguali, appiattendoci, togliendoci le nostre individualità, in questo poutpourri di culture in cui noi occidentali - e soprattutto uomini e bianchi - dobbiamo sentirci sempre più in colpa per tutto quello che abbiamo fatto nel passato, ora, e forse anche per quello che immaginiamo nel futuro. Se non pensi così, sei fascista e populista. Rassegnati! Noi occidentali, e soprattutto - ripeto - l’uomo bianco - abbiamo colpa di tutto! Io ugualmente non mi rassegno. E mi chiedo come mai le stesse femministe, che ora incolpano e cercano di distruggere i maschi bianchi che incontrano sulla loro strada, come mai le stesse femministe dunque, così sensibili persino all’affronto di una mano sul ginocchio, tengono la bocca cucita, cucitissima! nel caso di stupri - quelli veri, non molestie che si possono respingere - come per esempio è accaduto a Rimini qualche mese fa e spesso, troppo spesso, in altre città italiane, anche nei confronti di donne anziane, che dovrebbero solo ispirare rispetto!!! Come mai la presidenta Boldrini non parla in questi casi? Forse perché si tratta di “risorse”? Basta non siano di colore bianco, e questi uomini sono da comprendere ed aiutare - sempre e comunque - magari istituendo corsi appositi (che paghiamo noi italiani ovviamente, compresi i famigerati padri di famiglia bianchi). In Norvegia le chiamano lezioni anti-stupro e mostrano foto con ragazze in minigonna per indicare appunto che vestirsi così non è un invito allo stupro. Weinstein & company siete dei dilettanti! Imparate dalle “risorse”! http://www.ilgiornale.it/news/politica/uomini-hanno-diritto-provarci-1481451.html

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Commenti

  • britney78

    Jessica

    Bernardo Ciddio

    10:10, 14 Gennaio 2018

    ma dove vive questa????? io preferisco l uomo italiano ad uno negro od altro

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