MALA GESTIO

A Polignano a Mare il centro storico diventa a pagamento per Natale. Ma l’organizzatore scappa coi soldi

L’Amministrazione comunale è stata beffata da un gestore privato, che aveva installato tornelli a pagamento per il centro storico della città, ma non versa nulla al Comune

Andrea Lorusso
A Polignano a Mare il centro storico diventa a pagamento per Natale. Ma l’organizzatore scappa coi soldi

Foto puglia-events

In Puglia, in Provincia di Bari, c’è la storica città di Domenico Modugno, la bellissima Polignano a Mare che quest’anno ha deciso di fare concorrenza alle luci d’arista di Salerno, con l’installazione delle luminarie disseminate per tutte le strade dall’8 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019.

Costo complessivo dell’opera 400 mila euro, a carico di una società privata, tale GPuglia, che a novembre ha fatto finire il Sindaco nel fuoco incrociato delle polemiche per l’ingresso a pagamento con dei tornelli per il centro storico della città, con una card di 5 euro.

Domenico Vitto
, a capo di una coalizione di centrosinistra, al suo secondo mandato rieletto nel 2017 al primo turno con il 52,55%, adesso piange miseria: “Abbiamo chiesto rendicontazioni dal primo giorno che si è insediata la manifestazione e ancora oggi non ci arrivano risposte. Poi arrivano anche notizie distorte sulle presenze.”

A spanne si calcola un ingresso di 10mila turisti al giorno, per un totale di 300mila presenze con incassi attorno all’1,5 milioni di euro. Il M5S locale ha attaccato: “Quel che è peggio è che il Comune non si è premurato di acquisire alcuna fideiussione a garanzia delle obbligazioni di pagamento assunte come, per esempio, l’organizzare il costo del lavoro straordinario dei vigili urbani.”

Il colpo di scena però arriva quando Michele Lestingi, titolare della GPuglia, risponde in via informale: “L’accordo con il Comune prevedeva che qualunque fosse l’esito della manifestazione, GPuglia non avrebbe dovuto dare nulla al Comune. Al contrario, il Comune ci aveva chiesto di allestire anche altre strade esterne al centro storico, luogo della manifestazione, a fronte di un contributo di 30 mila euro. Ecco, il Comune deve ancora darceli.” Mentre sulle note informative replica: “Sì, è vero: Ci hanno chiesto la rendicontazione, ma non possiamo fornirla perché lo scorso 3 gennaio c’è stato un controllo della Guardia di finanza che ha portato via tutta la documentazione. Appena possibile lo faremo. Ma, ripeto, siamo noi ad aspettare dei soldi.”

Indegno – a prescindere da come finirà questa storia – che un Sindaco per fare cassa abbia trasformato un meraviglioso centro storico, patrimonio pubblico, in un bancomat (ahinoi pure truffaldino) a carico della collettività.

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