Massicce irregolarità nei concorsi

La camorra cerca di infiltrare i suoi uomini nella Polizia

Nel giro di poche settimane due concorsi sono finiti sotto la lente delle indagini. I candidati pizzicati con ricetrasmittenti e auricolari sono tutti campani

Marco Dozio
La camorra cerca di infiltrare i suoi uomini nella Polizia

Foto ANSA

La camorra sta infiltrando le forze dell’ordine? E sta cercando di farlo in maniera sistematica? Il sospetto c’è, le indagini anche, con l’interessamento della direzione distrettuale antimafia e dell’autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. Il punto è che stavolta non si tratterebbe di qualche mela marcia ma di un tentativo di infiltrazione organico e strutturale, attraverso concorsi truccati.


Due casi in poche settimane. Il primo, riportato dal Messaggero lo scorso 18 maggio, riguarda il test per entrare nella polizia penitenziaria: su 400 candidati, 88 sono stati sorpresi con “radiotrasmittenti, auricolari, bracciali con le risposte ai quiz, cellulari contraffatti, cover dei telefonini con le soluzioni”. Tutti i candidati “pizzicati” sono campani. Ed è campana anche la società che ha vinto l’appalto per le selezioni e per la certificazione dell’idoneità fisica degli aspiranti poliziotti, su cui si sono accesi i riflettori delle indagini. La selezione è stata sospesa. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) in una nota spiega di “essersi mosso con tempestività ed estremo rigore. Le irregolarità sono state sventate grazie alle attente e puntuali verifiche degli appartenenti alla Polizia penitenziaria preposti ai controlli”.


Il secondo caso è riportato da Il Mattino di Napoli. Si trattava di selezionare 559 allievi agenti della Polizia di Stato. È successo che nella prima prova 194 candidati abbiano azzeccato 80 risposte su 80, mentre altri 134 avrebbero commesso un solo errorino e 93 giusto un paio, forse per non apparire superman. Dunque 421 su 559 aspiranti poliziotti rasentano la genialità e l’infallibilità. E anche in questo caso sono tutti campani. Tanto basta per scomodare le procure, l’autorità anticorruzione e la direzione investigativa antimafia.

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