Guerra agli integralisti

Liberato il porto di Sirte, i leader dell'Isis sono in fuga nel deserto

Dall'inizio degli scontri si conterebbero ameno 250 miliziani uccisi nell'operazione. Secondo un portavoce, sono 93 i "martiri" tra le forze libiche

Redazione
Liberato il porto di Sirte, tagliagole dell'Isis in fuga

Edifici devastati dai combattimenti nel centro di Sirte. Foto ANSA

Le forze libiche hanno annunciato di aver ripreso il controllo del porto di Sirte, roccaforte dell'Isis in Libia, dopo pesanti scontri, mentre l'offensiva per liberare la città continua; lo riferisce la Bbc online. Il portavoce delle forze fedeli al governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj, generale Mohamed al Ghasri, ha aggiunto che i leader dell'Isis sono fuggiti nel deserto a sud, ma che molti jihadisti sono ancora sotto assedio nel centro della città costiera. "Oltre 250" jihadisti dell'Isis sono stati uccisi dall'inizio dell'operazione per liberare la città, circa dieci giorni fa: è il bilancio fornito da Ahmed Al Rwayaty, un portavoce citato da Libya's Channel su Twitter. Negli scontri sono morti in totale oltre 93 combattenti delle forze libiche, 200 i feriti: solo ieri l'ospedale centrale di Misurata ha ricevuto i corpi di 11 "martiri" e 35 feriti tra le fila delle forze fedeli al governo di unità nazionale di Fayez al Sarray.

Nella serata di venerdì 10 giugno le forze legate al governo di unità nazionale di Sarraj erano già riuscite ad espugnare il centro di Sirte, liberando alcuni civili che erano detenuti dall'Isis e che portavano sui loro corpi tracce di tortura. Sul web numerosi video hanno documentato l'offensiva, condotta con mezzi pesanti che attraversavano le strade di Sirte in gran parte vuote; l'avanzata è stata affiancata via mare dalla marina che ha bloccato tutti gli accessi sul litorale, mentre l'aviazione ha bombardato con l'artiglieria pesante il centro della città, in particolare l'area del centro conferenze dove gli jihadisti avevano istituito il loro quartier generale. La conquista di Sirte, città natale di Muammar Gheddafi, da parte delle forze libiche si potrebbe rivelare un duro colpo per l'Isis, già sotto pressione per i bombardamenti in Siria e in Iraq.

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