corto circuito

Udine, il PD si scopre razzista e toglie il wi-fi agli immigrati

Il sindaco non si scandalizza per i continui pestaggi tra etnie nel centro di accoglienza ma perché si ritrova 800 internauti nei parchi cittadini e i cittadini si incazzano

Alessandro Morelli
Udine, il PD si scopre razzista e toglie il wi-fi agli immigrati

Udine è pronta a "depotenziare" il wifi free cittadino. A convincere il sindaco PD Furio Honsel non è stata una protesta sulla pericolosità sulle onde elettromagnetiche o i costi del servizio ma il bivacco di stranieri che hanno scelto i parchi cittadini come loro internet point all'aperto. Felici i cittadini che potranno tornare a frequentare i loro parchi, scontenti gli stranieri ospitati circa in 800 all'interno della Caserma Cavarzerani dove (per ora) l'installazione di un impianto wifi non è possibile e dove sono frequenti risse e pestaggi.

Che bello sarebbe per il PD locale poter nascondere nella caserma gli 800 internauti, celando agli udinesi lo scandalo di dover ospitare centinaia di persone per tutto il lunghissimo iter di bocciatura o riconoscimento dello status di rifugiato a 35 euro al giorno, colazione pranzo, cena, vitto e alloggio tutto compreso. Per ora i politici locali sono riusciti a tener lontani dalle vie della città molti degli scontri avvenuti tra diverse etnie all'interno dell'area ex-militare. La segretaria regionale del PD Antonella Grim ha espresso la sua perplessità attraverso una nota in cui ammette «che non si possono togliere sevizi e spazi di libertà ai cittadini per condurre battaglie ideologiche contro gli stranieri» attaccando pesantemente il suo stesso compagno di partito Honsel. 

Solo lunedì 4 le tensioni tra ospiti pakistani e afgani, segno delle favolose opportunità date dall'invasione in corso, si sono nuovamente acuite e i volontari della Croce rossa che gestiscono la struttura, allarmati, hanno richiesto l'intervento delle Forze dell'ordine. Il gruppo di profughi afghani, un centinaio di persone, verrà probabilmente trasferito a breve in un'altra struttura cittadina allestita nella ex caserma Friuli, mentre alla Cavarzerani verranno alloggiati soltanto i migranti pakistani per evitare nuove situazioni di tensione. Gli stranieri hanno manifestato più volte per la qualità delle traduzioni, del cibo, e dei posti letto insufficienti, oltre che per la difficile convivenza obbligando le forze dell'ordine a fare la spola con la caserma. 

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