Esasperazione figlia del buonismo

Immigrazione criminale, Milano si ribella: delinquenti accerchiati in Corso Como

Il "modello Milano" di Sala e Pisapia, tanto decantato dai media, sta producendo una situazione fuori controllo sotto il profilo della sicurezza. Anche nel lussuoso regno della movida, preso in ostaggio da stranieri che aggrediscono e picchiano i passanti

Marco Dozio
Immigrazione criminale, Milano si ribella: delinquenti accerchiati in Corso Como

Controlli alla stazione Centrale - Foto ANSA

Nella Milano multietnica, accogliente e inclusiva di Sala e Pisapia, la situazione sotto il profilo della sicurezza appare fuori controllo. Proprio a causa di degrado e criminalità di matrice straniera. La rissa al Giambellino con un egiziano ucciso a coltellate da un marocchino pluripregiudicato, in un quartiere periferico abbandonato a se stesso da un’amministrazione assente. Poi, tra gli altri, il caso di Corso Como, regno dei lustrini e della movida preso in ostaggio da spacciatori e rapinatori, dove l'altra notte un gruppo di cittadini ha accerchiato tre africani ritenuti colpevoli di una serie di rapine, poi salvati dall’intervento delle forze dell’ordine. Nessuna giustificazione per l’episodio, che però la dice lunga su un livello di esasperazione ormai giunto al limite, nelle zone degradate come in quelle per così dire “lussuose” e benestanti.

Segno evidente che il “modello Milano”, così celebrato dai media, sta sprofondando in un fallimento che pare figlio di un certo buonismo d’accatto. Case popolari in rovina, dove vige il racket delle occupazioni spesso gestito da immigrati, zone controllate da spacciatori africani o dalle famigerate gang di latinos. Forme di delinquenza che proliferano nell’evanescenza della politica, con Sala e compagni così attenti a rivendere la propria immagine patinata nel teatrino della politica nazionale da dimenticarsi di amministrare intere porzioni di territorio.

Persino attorno a Corso Como la situazione è degenerata: i trafficanti di droga all’occorrenza si trasformano in rapinatori e borseggiatori, con i milanesi che rischiano di essere aggrediti e picchiati da queste “risorse” non precisamente impegnate a pagarci le pensioni. Tra furti a bordo delle auto e rapine ai passanti il pericolo è quotidiano. Le forze dell’ordine, che solo in quel fazzoletto di vie hanno schedato più di 120 persone, spesso arrestano un delinquente per poi ritrovarselo poche settimane dopo nello stesso punto intento nei medesimi traffici.

Funziona così in Italia, i criminali acciuffati vengono poi scarcerati nel giro di poco tempo vanificando il lavoro degli agenti. I quali per l’aumento della criminalità a Corso Como parlano di situazione inedita. Il Corriere rivela che dalle parti della Questura ammettono che se finora non c’è scappato il morto è solo per una pura fatalità. La presenza degli africani è in continuo incremento. L’ipotesi è che la manovalanza provenga dai giardini della stazione Centrale, che l’inettitudine buonista del “modello Milano” ha trasformato in una sorta di terra di nessuno, indecente luogo di bivacco per presunti profughi o clandestini.

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