DALLE PAROLE AI FATTI

Mineo, giornata storica con Matteo Salvini che chiude il Cara di Mineo

Per anni è stato il più grande centro d'accoglienza d'Europa, un comune nel comune che ha messo in ginocchio l'economia locale e la sicurezza dei territori circostanti ...

Fabio Cantarella
Mineo, giornata storica con Matteo Salvini che chiude il Cara di Mineo

Matteo Salvini con Stefano Candiani durante la conferenza stampa al Cara

L'aveva detto, l'ha fatto. Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, ha chiuso il Cara di Mineo, il centro d'accoglienza più grande d'Europa, e mantenuto un altro dei tanti impegni assunti con gli elettori.

Ricordo che era il lontano 2014 quando per la prima volta visitai la struttura accompagnando Matteo Salvini, da poco divenuto segretario federale della Lega. La struttura, con i suoi poco meno di quattromila migranti, si presentava come un vero e proprio comune nel comune. Quasi ogni giorno accadeva qualcosa per cui si rendeva necessario l'intervento delle forze dell'ordine e di conseguenza della magistratura: dalle risse alle violenze sessuali, dallo spaccio financo all'omicidio dei due anziani coniugi di Palagonia (lei uccisa dopo essere stata abusata da un giovane richiedente asilo della Costa d'Avorio).

Matteo Salvini, sin dal momento della prima ispezione aveva le idee chiare sul lucroso sistema d'immigrazione messo in piedi dai buonisti del PD e di NCD, allora al governo, che ingrassava i conti di tante coop, tanto che la prima richiesta che fece all'allora direttore della struttura fu chiara e diretta: "vorrei conoscere la nazionalità degli ospiti del Cara...". Salvini, sapeva già bene che al suo interno non avrebbe trovato eritrei o siriani, paesi con conflitti bellici accertati, ma al contrario spiccavano nutrite presenze di nigeriani, senegalesi, tunisini... ma da quale guerra fuggivano costoro? E poi, tutti uomini, giovani, di sana e robusta costituzione, nessun anziano, poche decine di donne, a fronte di migliaia di ragazzi in perfetta forma fisica, tranquilli e sereni con i loro iphone, tablet e al massimo impegnati in estenuanti partite di calcio.

Il primo maggio del 2017 Matteo Salvini, dopo aver visitato il porto di Augusta (record di sbarchi nel 2017 con diecimila migranti), al Cara di Mineo c'ha pure dormito, "...il più grande centro commerciale di carne umana d'Europa -tuonava dal letto- con 3.300 ospiti, 30 euro al giorno a testa, centomila euro al giorno, tre milioni di euro al mese...".

Dal 2014 al 2018 furono diverse le ispezioni del leader della Lega al Cara di Mineo e a chi gli chiedeva cosa ne pensasse, rispondeva senza mezzi termini: "Il Cara di Mineo andava chiuso ieri, quando saremo al governo lo chiuderemo noi...".

Detto fatto, dalle parole ai fatti, oggi Matteo Salvini, con a fianco il sottosegretario all'Interno Stefano Candiani, ha ripercorso durante la conferenza stampa alcune delle tappe che hanno segnato in negativo la storia del Cara, l'insicurezza dei territori circostanti, gli uomini delle forze dell'ordine sottratti al controllo dei territori, le inchieste sulla gestione della struttura, la mafia nigeriana che anche dal Cara progettava e commetteva crimini, lo sperpero di denaro pubblico e la circostanza non secondaria che "...basta con lo sfruttamento dell'immigrazione ...vogliamo un futuro diverso per questa meravigliosa Isola e faremo di tutto per darglielo. Apprendo con soddisfazione che la chiusura di questa struttura ha già rivalutato immobili e terreni circostanti, queste aeree che vivono anche di agricoltura potranno tornare a beneficiare di investimenti, a svilupparsi in modo sano".

A chi gli ha chiesto aiuto per salvaguardare i livelli occupazionali, Matteo Salvini ha chiarito: "c'è una interlocuzione costante col sindaco del paese e col prefetto di Catania, aiuteremo i lavoratori in buona fede, ma sia chiaro che chi ha beneficiato di un posto di lavoro all'interno di un sistema illegale che favoriva il voto di scambio non avrà alcuna considerazione da parte nostra. Ci sono delle inchieste della magistratura, attendiamo che si faccia chiarezza". 

 

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