la lettera aperta

Signorina Greta Thunberg, vogliamo parlare di quant’e’ “ecologica” la globalizzazione?

Non la preoccupa il fatto che castani, uliveti e viti vengano ogni anno avvelenati a bella posta attraverso una guerra batteriologica portata avanti da paesi titolari di produzioni low cost?

Helmut Leftbuster
Signorina Greta Thunberg, vogliamo parlare di quant’e’ “ecologica” la globalizzazione?

Gentile signorina Thunberg, anzitutto complimenti per aver contribuito alla tenuta dell’establishment europeista che, anche grazie alla Sua serpentina propaganda politica, culminata con l’incremento dei Verdi europei, potrà mantenere inalterato il proprio grigiore e potrà continuare ad affamarci liberamente.

Ciò detto, convinti che Lei sia una brava ragazzina, studiosa, apolitica, sinceramente accorata nel Suo disinteressato amore per l’ecologia del pianeta, vorremmo chiederLe come mai non rivolge nessuno dei suoi sorridenti rimbrotti verso le malefatte della globalizzazione.


Ora, poiché sarebbe banale iniziare col facile argomento dell'abbassamento del costo del lavoro dovuto alla manovalanza dei nuovi schiavi, procederemo un po' più al dettaglio: ad esempio, non La preoccupa il fatto che castani, uliveti e viti vengano ogni anno avvelenati a bella posta attraverso una guerra batteriologica portata avanti da paesi titolari di produzioni low cost che ci riempiono di batteri, funghi e parassiti nell’intento di boicottare le produzioni d’eccellenza (come quella italiana)? E ci dica un po’: davvero Lei crede che le api muoiano per avvelenamento elettromagnetico e non per “avvelenamento mirato”, dato che il miele è un secolare baluardo alimentare che umilia e minaccia la produzione di dolcificanti a basso costo provenienti da quei paesi detti “in via di sviluppo” che tanto lacrimevolmente Le stanno a cuore? Perché, vede, a noi starebbe ben più a cuore casa nostra, se non Le dispiace.


Che poi in fondo, a ragionarci, sarebbe anche casa Sua: che ne direbbe, allora, di dedicarsi anzitutto agli interessi del suo “proximus”, visto che frequenta tanto il Vaticano, e, solo se gliene avanza, anche al bene mondiale?! Perché vede, cara ragazza, un conto è essere generosi, altro conto è essere coglioni; e Gesù non c’ha mai chiesto di essere coglioni, Le sembra?


E allora, non ritiene che trasportare tutto ovunque, magari su gomma e a bordo di pesanti tir a gasolio, costi in termini energetici, di inquinamento e di traffico molto più di quanto costerebbe ad ogni singolo popolo vivere dei propri prodotti senza l’ossessione di doverli esportare a destra e a manca, ma anzitutto godendoseli in casa propria? In pratica ciò che molti dei suoi fan radical-chic acclamano come “Kilometro 0”, riservandone la genuinità alle proprie tavole, e lasciando all’odiata plebaglia insetti, kebab e street food.

E che dire delle sue prese di posizione immigrazioniste? Ecologia, Lei ci insegna, significa anche densità demografica armonica all’estensione del territorio che deve ospitarne il peso; ebbene, Lei crede sia un atteggiamento ecologico riempire improvvisamente la striminzita Europa di genti che, senza aver contribuito nei secoli alla sua naturale antropizzazione, non potranno che influire negativamente sulla sua cementificazione, sulla produzione di scorie e sulla sua sostenibilità alimentare? Insomma, Le sembra geometricamente ragionevole che il mondo, grande com’è, venga ad abitare tutto qui?


Ebbene, allora ci dica, gentile signorina Thunberg, perché Lei di tutto questo non parla mai? Guardi che noi Europei siamo 4 gatti rispetto alle moltitudini che abitano gli altri continenti; eppure siamo gli unici ad essersi dotati di leggi e protocolli evoluti, e, creda, non è stato facile approdarvi: le conquiste sociali come l’ecologia, la libertà di pensiero, l’emancipazione civile, si sudano, si conquistano e poi si difendono; non le si va a godere a sbafo a casa d’altri già belle e pronte.


E allora, cara Greta, perché non va a far la predica a quei paesi demograficamente ribollenti che fanno scontare a noi Occidentali la loro “intemperanza procreativa”? Sono loro a far la differenza globale, sa?! Perché non va ad insegnare a quelle genti le più elementari regole sindacali e di sicurezza sul lavoro, per renderle più consapevoli del valore di ciò che guadagnano? Insomma, Lei è così sicura che gli operai (magari minorenni) africani, indiani e asiatici usino guanti e mascherine esattamente come i nostri? E’ così sicura che Indiani, Africani e Cinesi facciano la raccolta differenziata esattamente come la farebbe il Suo civilissimo condominio svedese?

Insomma, gentile Signorina Thunberg, perché non va a rompere i coglioni da qualche altra parte?

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