IL SILENZIO DEGLI INTELLETTUALI ROSSI

Bologna la dotta si islamizza. E firma un accordo con i sauditi

Un appello per boicottare l'Università israeliana. Lo hanno firmato 338 docenti bolognesi. Ed il rettore sigla un piano quinquennale con Riad

Redazione
Bologna la dotta si islamizza. E firma un accordo con i sauditi

Foto ANSA

Dal mondo della cultura non ce lo saremmo mai aspettando, anche sapendo che si tratta della rossa Bologna.  L'Università del capoluogo reggio-emiliano sigla un accordo accademico con l'Arabia Saudita, un Paese che indubbiamente non brilla per tolleranza e libertà e che definisce "maiali" i critistiani; lo stesso Paese in cui, nei circoli di Medina e La Mecca sino agli anni Cinquanta del secolo scorso si insegnava ancora che la Terra era piatta perché così diceva il Corano. E che solo dopo che i figli dei ricchi Saud, la potente famiglia che governa e dà il nome al Paese, avevano studiato ad Oxford (evidentemente moschee e madrasse non piacevano neanche a loro) avevano dovuto fare marcia indietro. Ed avevano preso la scusa dell'astronauta musulmano andato nello spazio, che aveva constatato de visu che la Terra era tonda, per ammettere che si poteva credere agli scienziati occidentali, visto che tale rotondità "era stata constatata di persona da un islamico degno di fede".

 
Oggi Bologna passa sopra tutto questo (e ci mancherebbe), sigla un accordo quinquennale con il Paese della penisola arabica (e su questo possiam dire: affari loro), ma si prostra all'ideologia wahhabita, cioè all'integralismo islamico propagandato in quelle lande, che pretende che nei libri di testo di Riyad gli ebrei vengan definiti "scimmie" ed i cristiani "maiali".

A protestare è stato il giornalista Giulio Meotti sul Foglio, scrivendo: "Bastava leggere il rapporto di Freedom House sugli atenei sauditi per capire che forse serviva un po' di cautela, visto che in ballo non c'è il greggio, ma la nostra cultura". Freedom House, l'osservatorio internazionale delle libertà, scrive infatti: "La libertà accademica è limitata, informatori monitorano le aule per il rispetto delle norme, come il divieto di insegnare filosofia e religioni diverse dall'Islam". Ci chiediamo: era proprio necessario questa sorta di gemellaggio? La Fallaci ci avrebbe detto: in nome di cosa stiamo svendendo la nostra identità?

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