Jihadisti a spese nostre

Il codice dei profughi terroristi: «Ho bisogno di due fionde»

I tre rifugiati, bloccati tra la Puglia e Milano: «A un mujahid piace essere martire... quanto bel tempo di jihad è arrivato»

Redazione
Il codice dei profughi terroristi: «Ho bisogno di due fionde». I clandestini sono «cose, piccioni, capre, pecore»

Hakim Nasiri in posa con una mitragliatrice. Foto ANSA

Nel telefono cellulare di Qari Khesta Mir Ahmadzai, uno dei terroristi che avevano ottenuto asilo politico ed erano mantenuti a spese nostre, i carabinieri hanno trovato filmati di guerra, fotografie di armi e campi di addestramento dell'Isis, immagini di tombe di soldati statunitensi e simboli dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, oltre a preghiere e invocazioni. In un video afferma: «A un mujahid piace essere martire perché noi abbiamo i kamikaze... quanto bel tempo di jihad è arrivato... I kamikaze fanno una fila di vittorie e attacchi vittoriosi, anche sapendo che gli aerei li stanno ammazzando»; a seguire, fotografie del Circo Massimo e di Piazza Venezia a Roma. Nel cellulare del complice Surgul Ahmadzai c'erano foto del Colosseo, di un centro commerciale a Bari e un altro a Londra, dove aveva ripreso anche alcuni alberghi oltre a scatti di scali aeroportuali, di una nave militare e altri mezzi in uso alle forze di polizia, infine il selfie di uno degli indagati col sindaco di Bari.

Monitorando gli spostamenti di Surgul, i carabinieri hanno scoperto che fra il 9 e il 18 dicembre 2015 si è mosso tra Londra, Milano, Bari, Parigi, Roma, di nuovo Bari, poi a Istanbul da dove è rientrato a Kabul. Nella seconda tappa barese è stato controllato con altri tre indagati mentre si muoveva «con atteggiamento sospetto» nel centro commerciale di Santa Caterina: se la cavarono tutti con una semplice denuncia per intrusione nella privacy, ma i telefonini furono sequestrati e da lì è partita l'indagine. «La documentazione fotografica e video — scrivono i pubblici ministeri — è relativa non a luoghi di valore turistico visitati ma a veri e propri sopralluoghi compiuti insieme, di luoghi e personaggi istituzionali. Le immagini possono essere lette (nella pluralità delle stesse, unitamente al materiale informatico) solamente come sopralluoghi da parte della cellula al fine di commettere attentati».

Nel cellulare di Hakim Nasiri — il terrorista che si fece fotografare insieme al sindaco di Bari — sono state trovate sue istantanee del luglio scorso mentre imbraccia un fucile d'assalto M16 e sul suo profilo Facebook ci sono foto di un mitra kalashnikov. Nelle intercettazioni telefoniche si sente Gulistan Ahmadzai, afghano di 29 anni arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, accennare a delle «fionde». In un colloquio molto recente, risalente alla settimana scorsa, Gulistan dice: «Senti, lì come me le puoi far trovare? Come si chiamano... due fionde!... Mi servono per una cosa molto importante, zio mio! Lì, avevo molto aiutato quei ragazzi e figli di p..., che non lavorano bene, e ora mi mandano parolacce!». Secondo gli inquirenti le «fionde» sono armi, che Gulistan voleva procurarsi «per risolvere contrasti per la gestione dell'attività di traffico di clandestini poiché dei soggetti, saputo del suo allontanamento, pare abbiano preso la gestione degli affari illeciti estromettendolo dai guadagni».

Dalle telefonate emerge che i terroristi erano impegnati in un intenso traffico di clandestini lungo la rotta balcanica (con tariffe da 1.200 a 3.700 euro a persona, mentre per un semplice passaggio del confine francese ne bastano 700). I clandestini vengono definiti «cose», «piccioni», «capre o pecore». Il giorno degli attacchi terroristici a Bruxelles, il 22 marzo scorso, Gulistan lamenta che «il lavoro è rimasto tutto bloccato», ma l'interlocutore insiste: «Ho quattro cose, quanto vuoi?... Stanno qui a Esfahan (Iran)... Vogliono andare attraverso il mare in Grecia». Gulistan avverte che «la via della Grecia è bloccata», ma quello insiste: «Vogliono arrivare in Italia». L'indomani l'amico spiega che dopo le bombe in Belgio il business è a rischio: «Queste esplosioni creano problemi per noi!», ma Gulistan non è d'accordo: «Quello che fanno loro, lascia stare! Cosa te ne frega a te!».

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