Grane democratiche

"Il Pd è infetto": consiglio sciolto per mafia nella Brescello di Don Camillo e Peppone

Il provvedimento adottato per "ingerenze della criminalità organizzata", nella relazione del prefetto accuse di collusione verso il Partito Democratico

Alessio Colzani
La mafia a Brescello: "Il Pd è infetto"

Il municipio di Brescello. Foto ANSA

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 10 maggio il decreto con cui il Presidente della Repubblica ha sciolto il consiglio comunale di Brescello per "ingerenze della criminalità organizzata" che ha determinato una "situazione di grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale" con "grave pregiudizio agli interessi della collettività" e "la perdita di credibilità" dell'istituzione locale". Col decreto è stata nominata una commissione straordinaria per la gestione del comune di Brescello che resterà in carica 18 mesi, come indicato nel rapporto del ministro degli interni in ragione dell'estensione del condizionamento mafioso, o comunque sino all'insediamento dei nuovi organi elettivi. Le relazioni del ministro e del prefetto spiegano nel dettaglio di come il clan 'ndranghestista Grande Aracri abbia infettato in profondità l'amministrazione ; l'analisi del prefetto Ruberto mette anche in luce l'intreccio dei rapporti tra politica locale e cosca, puntando il dito sulla continuità famigliare ai vertici del comune (i due ex sindaci padre e figlio, Ermes Coffrini e Marcello Coffrini, entrambi avvocati).

"Uno degli elementi determinanti – sottolinea il prefetto di Reggio Emilia - è dato dalla sostanziale continuità politico-famigliare che ha visto governare ininterrottamente il comune di Brescello negli ultimi trent'anni da amministrazioni guidate o egemonizzate da esponenti della famiglia ..., (per lunghi anni il padre ..., e, dal 2009 in poi il figlio ... prima assessore e poi sindaco)". E aggiunge: "Oltre che dalla costante partecipazione di esponenti della famiglia ... le varie amministrazioni si sono caratterizzate per la ricorrente presenza di determinati personaggi che hanno contribuito ad assicurare continuità politico-amministrativa e di intenti. Assume, pertanto, rilievo la circostanza che amministratori nei precedenti mandati, e ora presenti nell'attuale compagine della Giunta, siano entrati in relazione con taluni imprenditori edili di origine calabrese, vicini alla 'ndrangheta, per effetto della partecipazione congiunta ad un comitato locale politico nel 2007".

Il comitato politico al quale Ruberto fa riferimento è in tutta evidenza il Pd locale con le liste elettorali (civiche o di partito) ad esso collegate: la rete è impressionante. Il prefetto rileva in proposito che "la compartecipazione al predetto comitato politico dei menzionati soggetti, in parte amministratori comunali, fornisce una lettura in chiave sintomatica ed emblematica di cointeressenze politiche e comunque di strette relazioni tra i componenti del comitato stesso, a testimonianza di una comunanza di idee e di orientamenti".

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