ingiustizie di stato

Pensioni, la parola alla difesa

Il Tribunale di Milano rinvia alla Corte Costituzionale la decisione sui ricorsi per la rivalutazione delle pensioni

Celeste Collovati e Alessandro Milani
Pensioni, la parola alla difesa

Foto ANSA

Un'altra grande battaglia verso il Governo Renzi e una vittoria, anche se parziale, per i pensionati! Anche il tribunale di Milano ha accolto il ricorso di diversi pensionati che grazie ad una norma del governo Monti, si sono visti negare la rivalutazione della propria pensione. Il blocco delle rivalutazioni ha origine a partire dal Decreto Salva Italia di Monti nel lontano 2011 che ha stabilito lo stop alla perequazione per gli assegni superiori a 3 volte il minimo Inps (ovvero da Euro 1.405,00 in su). Blocco che non è mai stato eliminato.

Tale situazione ha scatenato la pronuncia della Corte Costituzionale (sentenza n. 70/2015) che nel maggio scorso si era pronunciata dichiarando incostituzionale il suddetto blocco, in quanto ravvisa un palese contrasto con alcuni principi della nostra Costituzione (principio di ragionevolezza e proporzionalità). Nel ricorso presentato qualche mese fa da Celeste Collovati e Alessandro Milani, due legali dell’Associazione Aspes, associazione tra le prime in Italia che si occupa dei problemi dei pensionati, viene a chiare lettere sottolineato più volte la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale della reiterazione dei blocchi della perequazione operata nel tempo da vari governi.

Occorre precisare che nel caso di specie, infatti, sia il Governo Monti-Fornero con il decreto Salva Italia (n. 201/2011) ha operato il blocco per il 2012-2013, sia la Legge di stabilità Letta per l'anno 2014-2015 e il Decreto Renzi (n. 65/2015) convertito in Legge (109/2015) ha ridotto drasticamente le percentuali di calcolo della rivalutazione (anche del 40%) per ogni fascia di reddito, operando anche retroattivamente dal 2012 sino al 2016. Fino ad oggi non ci si sbilanciava sul possibile esito positivo della procedura in questione.


Poi, qualche giorno fa, la grande notizia dell'Ordinanza del Tribunale di Milano, sezione lavoro, la prima sulla questione, nella quale il giudice ha dichiarato la non manifesta infondatezza, per violazione degli art. 136, 3, 36 comma 1 e 38 comma 2 della Costituzione, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 24 comma 25 decreto legge n. 201 del 2011, convertito in legge n. 214 del 2011, come modificato dal Decreto Legge n. 65/2015 (decreto Renzi) convertito in Legge n. 109/2015. Una vittoria e un primo passo verso il riconoscimento dei propri diritti per tanti pensionati che hanno deciso di rivendicare ciò che gli spetta sull'assegno.

L'ordinanza accoglie tutte le argomentazioni presentate e svolte nel ricorso dei legali sopra citati relative alla legittimità costituzionale dei blocchi operati e, in particolare, quella relativa alle pensioni superiori a 6 volte il minimo Inps. Tali fasce di reddito hanno subito il blocco integrale della perequazione dal lontano 2012 ad oggi, oltre a tutti i pensionati che percepiscono una pensione da 3 volte a 6 volte il minimo Inps, i quali hanno avuto una riduzione superiore al 40% della perequazione dovuta.

Ora la decisione ultima spetterà alla Corte Costituzionale e di fatto ci sono alcuni elementi che fanno ben sperare in un esito positivo della vicenda. Infatti la corte con sentenza n. 70/2015, si era già espressa favorevolmente per l'illegittimità del blocco del biennio 2012-2013 e, ad oggi l' ordinanza di rimessione del Tribunale di Milano considera fondata la questione anche per gli anni successivi dal 2013 al 2016. E i consulenti legali di Aspes invitano i pensionati a credere in questa battaglia: "Considerato il primo traguardo raggiunto concretamente, riteniamo opportuno informare i cittadini interessati di poter intraprendere la procedura in merito all'ottenimento degli arretrati non corrisposti come mancata perequazione oltre che l'adeguamento della pensione alla corretta rivalutazione che vi sarebbe spettata dal 2012 ad oggi”.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU