Predicatori d'odio e violenza

"È un infame. Napalm su di lui". Prete contro Salvini, che tuona: "Vergognati!"

Per il leader leghista "è una follia che un cosiddetto 'uomo di chiesa' si rivolga a un'altra persona insultandola e minacciandola" e il sacerdote corregge il tiro

Redazione
"È un infame. Napalm su di lui". Prete contro Salvini, che tuona: "Vergognati!"

I post del prete su Facebook

Prima un parroco in provincia di Como che nell'omelia domenicale dice "O siete con Salvini o siete cristiani", poi un prete fiorentino che su Facebook invita a gettare "Napalm" sul leader leghista definendolo "infame". Dopo don Alberto Vigorelli anche don Andrea Bigalli, parroco di Sant'Andrea in Percussina, alle porte di Firenze, provoca la reazione secca del Carroccio che chiede di rimuovere i preti "predicatori di odio" e del suo segretario Matteo Salvini: "Violenza folle contro di me".

"In un momento già delicato dove non mancano teste calde e delinquenti a piede libero - commenta Salvini - è una follia che un cosiddetto 'uomo di chiesa' si rivolga a un'altra persona insultandola e minacciandola. Attendo pubbliche scuse e la posizione ufficiale della Diocesi e Curia su quest'ennesimo atto di intolleranza". Anche lui su Facebook, rincara la dose contro don Andrea Bigalli: "Ecco un altro uomo di Chiesa, di pace e accoglienza, di bontà... Vergognati!"

"Ora basta. I preti predicatori d'odio e violenza - dichiara Massimiliano Fedriga, capogruppo leghista alla Camera - devono essere rimossi immediatamente. Non possono guidare comunità di fedeli. Don Andrea Bigalli parroco di San'Andrea in Percussina, invocando 'napalm sull'infame Salvini' incita alla violenza, una becera missione di divulgazione d'odio che nulla ha da condividere con la fede cattolica. Questo prete assomiglia a un militante dei centri sociali violenti quindi attendiamo una presa di posizione della curia di Firenze. Sarebbe inaccettabile coprire le nefandezze di personaggi di questo tenore".

Don Bigalli, dopo le polemiche suscitate dalle sue parole rilanciate giovedì dal quotidiano La Verità, ha aggiustato il tiro: "Al signor Salvini non torcerei neppure un capello, anche se non sono d'accordo con le sue idee. Era una chat con molti commenti scherzosi", si è difeso don Bigalli, prete cinquantenne, in Toscana impegnato anche come referente di Libera. "Se poi Salvini vuole incontrarmi - aggiunge il sacerdote -, in un luogo privato e non pubblico, sono disposto a spiegargli perché non sono d'accordo con lui".

Sulle posizioni di don Bigalli nessun commento ufficiale arriva da parte della diocesi anche se, si spiega, "è scontato che l'arcivescovo Giuseppe Betori non condivida queste parole né il tono". Intanto, con un nuovo post il sacerdote ha lasciato intendere che per un po' si asterrà da commenti: "Poiché qui in rete il clima si è arroventato ed è diventato difficile anche fare battute - ha scritto -, senza polemiche vi dico che per non po' non posterò più niente. Adoperate Facebook solo per comunicare con me tramite messaggi".


L'articolo de "La Verità"

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