Si muovono i "poteri forti"

I falsi manifestanti contro Donald Trump in America? Pagati da George Soros!

Pubblicati annunci per l'assunzione di attivisti che manifestino contro il presidente. Il finanziatore occulto è proprio il noto speculatore finanziario

Redazione
I falsi manifestanti contro Donald Trump in America? Pagati da George Soros!

Manifestanti contro Trump. Foto ANSA

Va bene la delusione per la batosta subita, va bene che non a tutti The Donald può risultare simpatico, ma le manifestazioni poco democratiche e piuttosto violente contro il nuovo presidente spuntate a macchia di leopardo in diverse città americane all'indomani del successo del candidato repubblicano avevano qualcosa di sospetto. A New York la polizia ha arrestato trenta persone che davanti alla Trump Tower. Almeno un centinaio le persone fermate in tutto il paese, da Los Angeles, a Chicago.

Basta però non fermarsi a ciò che ci propinano gli stessi giornali e tv che davano per certa, scontata e ovvia l'elezione della Clinton, per scoprire che molto probabilmente queste proteste, o almeno buona parte di esse, sono state fomentate quando non addirittura finanziate da associazioni che fanno parte degli ambienti progressisti, molto vicini al partito democratico. Facile arruolare manifestanti, quando li pagano profumatamente per scendere in strada a urlare slogan e innalzare cartelli.

È sufficiente una breve ricerca on line, ad esempio sul noto database di annunci di lavoro Craigslist, per scoprire, in particolare nelle città dove si sono tenute le manifestazioni di protesta, annunci che parlano esplicitamente dell'assunzione di attivisti per manifestare contro il presidente neo eletto. L'offerta? Assistenza medica, ferie pagate, giorni di malattia retribuiti, aspettativa, viaggi oltre a una paga media variabile tra i 15 e i 20 dollari l'ora. Ma chi paga tutto questo?

Uno di questi annunci è stato pubblicato dalla "Washington CAN!" (Washington Community Action Network), associazione vicina alla sinistra che conta più di 40mila iscritti. Fa parte di un network di associazioni presenti in tutti gli Stati Uniti e affiliate sotto il nome di USAction, federazione di matrice progressista fondata nel 1999 e ora presieduta dall'attivista afroamericano William McNary. Vicepresidente è Heather Booth, volto storico del femminismo statunitense.

La USAction nasce dalle ceneri della Citizen Action che sostenne pubblicamente il partito democratico americano ai tempo del presidente Bill Clinton prima di essere coinvolta in scandali giudiziari. Ma chi USAction? Come è stato dimostrato dalle mail declassificate dagli hacker di DC leaks nei mesi scorsi, tra i più importanti finanziatori dell’organizzazione c'è lui, "l'architetto di ogni rivoluzione e colpo di stato degli ultimi 25 anni", il magnate e speculatore finanziario George Soros, nemico giurato di Donald Trump e Vladimir Putin.

Il presidente della Soros Fund Management e della Open Society Foundations, sostenitore sfegatato della Clinton, avrebbe donato tra il 2010 e il 2011 a USAction (il network di cui fa parte la Washington CAN!) una cifra pari a 300mila dollari. Sono quindi i soldi del magnate ad essere impiegati per stipendiare gli attivisti che manifestano contro il neo presidente americano, e questo è un chiarissimo segnale di quanto Donald Trump dia fastidio alla grande finanza internazionale e alle élite progressiste, che hanno evidentemente soffiato sul fuoco della protesta.

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