non è tutt'oro...

Il falso segnale alieno. Quella volta che...

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Il falso segnale alieno. Quella volta che...

Questa vicenda d'antan fa riflettere. Smentita dai ricercatori americani – gli stessi che avevano sollevato il "polverone" – la notizia di un "messaggio proveniente dallo spazio". Gli scienziati del Seti hanno voluto ridimensionare il tutto spiegando che segnali del genere non sono nulla di speciale. "Si tratta soltanto di rumore di fondo - ha spiegato il dottor Dan Wertheimer, direttore del programma Seti@thome, nonché relatore al congresso SETI di S.Marino. Non c'è nulla di insolito. La reazione dei media è spropositata (sì, ma la notizia chi l'ha data loro?; N.d.A.). Il programma di ricerca ha analizzato finora 5mila miliardi di bande di frequenza. Il segnale in questione, identificato con la sigla "SHGb02+14a", è stato individuato nel febbraio 2003 dal grande radiotelescopio di Arecibo.

Quello che sembra inizialmente il messaggio di ET, e che ha una frequenza stabile attorno ai 1420Mhertz, proviene da una distanza di 1.000 anni luce e ha origine tra la costellazione dei Pesci e quella dell'Ariete. Il segnale viene considerato "interessante", non meno degli altri 150 che, dopo esser stati studiati per lungo tempo, si sono rivelati il risultato di eventi del tutto naturali.
Scetticismo era già stato espresso da diversi astronomi italiani e qualcuno aveva anche pensato allo scherzo di un hacker.
Anche il dottor Paul Horowitz, dell'università di Harvard, uno degli specialisti che segue il programma del Seti, ritiene che il presunto segnale anomalo "non rappresenta gran che, e non sarà sottoposto a ulteriori indagini. Non è nuovo e di certo non è un segnale".

Al SETI fanno marcia indietro ed anzi dicono che il segnale in questione non verrà nemmeno più studiato. Ma che sistema è mai questo? Semmai, lo si dovrà studiare ed identificare. In ogni caso, per ora si dovrà attendere. Secondo la teoria dell'astronomo Seth Shostak, con computer sempre più potenti, entro i prossimi 20 anni saremo in grado di captare e analizzare segnali radio provenienti da altre eventuali civiltà. Se fino ad allora non si sarà captato nulla sarà invece plausibile un'altra più triste realtà: siamo soli! Non tutti la pensano comunque così. Una civiltà potrebbe aver sviluppato una tecnologia di comunicazione molto diversa dalla nostra e per questo non essere in grado di contattarci. In ogni caso va detto che un messaggio di risposta, inviato da una civiltà che si trova tra i 200 e i 1000 anni luce da noi, impiegherebbe diversi secoli per arrivare fin sulla Terra.

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