Inchiesta "Mala sanitas"

Reggio Calabria, 13 medici rinviati a giudizio: errori, delitti, atti falsificati

Dovranno comparire in tribunale per rispondere di una serie di reati tra i quali la morte di due neonati, ma anche lesioni procurate a piccoli e madri

Redazione
Reggio Calabria, 13 medici rinviati a giudizio: errori, delitti, atti falsificati

Gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Foto ANSA

Sono stati rinviati a giudizio lunedì 10 ottobre i 13 medici degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria coinvolti nell'inchiesta "Mala sanitas", coordinata dalla Procura e condotta dal Gico della Guardia di finanza, e accusati, tra l'altro, di avere manipolato o falsificato cartelle cliniche per coprire responsabilità derivanti da errori medici commessi nei reparti di Ostetricia e ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia. Lo ha deciso il gup accogliendo la richiesta dei pm Roberto di Palma e Anna Maria Frustaci.

Dovranno comparire in tribunale il 29 novembre l'ex primario, l'allora primario facente funzioni e l'aiuto di ginecologia Pasquale Vadalà, di 68 anni, Alessandro Tripodi (47) e Filippo Saccà (62); i ginecologi Daniela Manuzio (50), Antonella Musella (58), Roberto Pennisi (63, in pensione), Massimo Sorace (44), Mario Gallucci (64), e Marcello Tripodi (54); l'ostetrica Giuseppina Strati; la neonatologa Maria Concetta Maio; l'anestesista Luigi Grasso (64) e l'ex primario Annibale Maria Musitano (69).

Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di falso ideologico e materiale, soppressione e occultamento di atti e di interruzione di gravidanza senza il consenso di una donna. Nel corso dell'operazione Mala sanitas, nell'aprile scorso, quattro medici furono arrestati e posti ai domiciliari ed altri sei ed una ostetrica furono sospesi dalla professione medica. Altri due medici non erano più in servizio nell'ospedale.

Gli inquirenti sono riusciti a scoprire quella che definirono una sorta di "bollettino di guerra" grazie ad una parallela inchiesta antimafia sulla cosca De Stefano. Dai colloqui tra Tripodi e lo zio, l'avv. Giorgio De Stefano, emerse l'amara realtà dei delitti consumati nel reparto dei "Riuniti". Agli atti dell'inchiesta ci sono tutta una serie di presunti errori medici, tra cui anche la morte di due neonati, ma anche lesioni procurate a piccoli e madri. Il ginecologo Tripodi è accusato anche di avere praticato un aborto sulla sorella contro la sua volontà.

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