Roccaforte dei sunniti

Iraq, attacco da parte dello Stato islamico nell'Anbar: due morti e sei feriti

203 civili iracheni sono stati uccisi e altri 389 sono stati feriti in atti di terrorismo, violenza e conflitti armati in Iraq, lo scorso mese di settembre

Redazione
Iraq, attacco da parte dello Stato islamico nell'Anbar: due morti e sei feriti

Il palazzo che ospitava l'università di Ramadi

Due persone sono state uccise martedì e sei sono rimaste ferite, incluse donne e bambini, in un attacco armato contro due abitazioni di famiglie di dipendenti delle forze di sicurezza irachene nella provincia occidentale dell'Anbar. Una fonte della sicurezza locale ha spiegato che nelle prime ore di oggi "due membri dello Stato islamico hanno attaccato due case appartenenti a membri della sicurezza nei distretti di Al Siridiya e Al Kassara, a ovest del distretto di Hit", 70 chilometri ad ovest di Ramadi, capoluogo dell'Anbar. "I terroristi hanno lanciato granate contro le casa causando sei feriti, compresi donne e bambini, e uccidendo due uomini, incluso un ufficiale". Le forze di sicurezza hanno risposto agli aggressori uccidendo due attentatori muniti di cintura esplosiva.

Le forze di sicurezza e le tribù sunnite alleate di Baghdad controllano il distretto di Hit e il sottodistretto di al Baghdadi, ma lo Stato islamico cerca di infiltrarsi nell'area perpetrando spesso attentati e attacchi mirati contro esponenti delle forze di sicurezza. L'Anbar è la provincia più grande dell'Iraq e comprende gran parte del territorio occidentale del paese. La provincia è considerata una roccaforte della minoranza sunnita irachena e durante i primi anni dell'operazione statunitense Iraqi Freedom ha rappresentato una base importante per al Qaeda e altri gruppi di insorti. La sua conformazione geografica e la sua morfologia caratterizzata da vasti deserti l'ha resa un territorio ideale anche per lo Stato islamico, permettendo il trasferimento di uomini attraverso il confine con la Siria per poter compiere attacchi nel cuore dell'Iraq, consentendo l'occupazione di città come Ramadi, capoluogo provinciale, e Falluja, distanti solo 100 chilometri da Baghdad. Entrambe sono state già liberate.

Un totale di 203 civili iracheni sono stati uccisi e altri 389 sono stati feriti in atti di terrorismo, violenza e conflitti armati in Iraq nello scorso mese di settembre, secondo quanto emerge dai dati diffusi dalla missione di assistenza delle Nazioni Unite (Unami). Il numero dei civili uccisi a settembre, esclusi gli agenti di polizia, è stato di 196, mentre il numero dei feriti (esclusi gli agenti di polizia) è stato di 381. Tra i morti anche dieci cittadini stranieri. Il governatorato di Baghdad è stato quello dove a settembre si è registrato il maggior numero di vittime: 37 morti e 157 feriti. A seguire il governatorato di Dhi Qar, con 82 morti e 93 feriti. Nella provincia di al Anbar vi sono stati 20 morti e 46 feriti, secondo i dati della Direzione sanitaria del governatorato aggiornati al 29 settembre incluso.

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