Intervista al docente dell'Università Bicocca

Ius soli, il demografo Blangiardo: "Sciocchezza inutile"

Dal 2012 oltre mezzo milione di extracomunitari sono diventati italiani per effetto della legge in vigore. L'Italia è il primo paese dell'Ue per cittadinanze concesse. "Lo Ius soli non serve a niente, non certo a migliorare la qualità della vita delle persone interessate"

Marco Dozio
Ius soli, il demografo Blangiardo: "Sciocchezza inutile"

foto da internet

Dal 2012 oltre mezzo milione di extracomunitari (541mila) sono diventati italiani per effetto della legge attualmente in vigore, la stessa che il PD ritiene sostanzialmente incivile e dunque da cambiare con urgenza per introdurre lo Ius soli, definito appunto “legge di civiltà”. L’Istat comunica che nel solo 2016 hanno acquisito la cittadinanza italiana 184.638 extracomunitari, con un aumento del 16% rispetto al 2015. Dato che colloca l’Italia in cima alla graduatoria europea delle naturalizzazioni.

Il trend racconta un’Italia in trasformazione: nel 2011 le cittadinanze concesse agli extra Ue furono meno di 50mila. I nuovi italiani “per decreto” sono soprattutto marocchini (35.212) e albanesi (36.920) che insieme coprono oltre il 39%, seguiti a distanza da indiani, bengalesi, pachistani e macedoni. A questi vanno aggiunti gli stranieri “comunitari” trasformati in cittadini del nostro Paese, in particolare romeni, al termine dei 10 anni di permanenza con documenti in regola necessari per fare domanda: “Complessivamente nell’ultimo anno, comprendendo i comunitari, il numero degli stranieri naturalizzati è di 202mila unità”, spiega al Populista Gian Carlo Blangiardo, uno dei più importanti demografi italiani, docente all’Università Milano Bicocca, segnalando che da questo punto di vista non c’è da aspettarsi alcuna inversione di rotta: “Si sta pescando in un serbatoio crescente nel tempo. L’impatto è certamente importante e anche nei prossimi anni avremo numeri simili, perché da un lato ci sarà chi ha completato il percorso dei 10 anni e smette di essere straniero, dall’altro proseguiranno gli sbarchi e i ricongiungimenti familiari”.

A fronte di un quadro come questo e del fatto che l’Italia è il primo paese d’Europa per concessioni di cittadinanze, qual è il senso della polemica per approvare lo Ius soli? “È una sciocchezza, una cosa stupida, un gioco da ragazzini: tutto è ridotto a una questione di principio, da una parte e dall’altra. Dal punto di vista dell’utilità, lo Ius soli non serve a niente, non certo a migliorare la qualità della vita delle persone interessate. I bambini sono bambini e hanno il diritto a essere uguali indipendentemente dal colore della pelle o dal passaporto che hanno in tasca. Invece di lavorare per rendere i bambini tutti uguali, si vuol fare una legge a tutti i costi per fingere di aver risolto i problemi. Mi sembra un gioco inutile e per certi versi controproducente”, conclude Blangiardo.

Circa i flussi, il report dell’Istat rileva un dato significativo. In pochi ufficialmente migrano in Italia per lavorare, e a farlo in modo regolare sono figure qualificate provenienti da Stati Uniti (36% dei permessi per lavoro) e in misura minore India (15%): rispetto al 2015 i permessi di soggiorno per lavoro sono crollati del 41%. La grande maggioranza cerca strade alternative, dalla richiesta di asilo al ricongiungimento familiare. Nel 2016 sono stati rilasciati complessivamente 226.934 nuovi permessi di soggiorno, un terzo dei quali per domanda di asilo e protezione umanitaria (record storico): la metà di questi ultimi riguarda immigrati provenienti da Nigeria, Pakistan e Gambia. Quanto alla distribuzione dei profughi veri o presunti, il Nord ne ospita circa la metà (Nord Ovest il 24,4% e Nord Est il 23,6%), il Centro il 16,6% e il Sud il 35,5%. I richiedenti asilo sono maschi nell’88,4% dei casi.

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