L'annuncio di Minniti

Immigrazione, nel 40% dei Comuni stanno arrivando i "profughi" mandati dal Governo PD

Secondo il modello dell'accoglienza diffusa, l'esecutivo si appresta a spedire immigrati ovunque, con la complicità dei sindaci che hanno aderito “ai progetti di riallocazione dei richiedenti asilo”. In arrivo stranieri di cui non si conosce l'eventuale storia criminale

Redazione
Immigrazione, nel 40% dei Comuni stanno arrivando i "profughi" mandati dal Governo PD

Foto ANSA

Nel 40% dei Comuni italiani stanno arrivando gli immigrati mandati dal Governo. Chi vive nelle località interessate può sentitamente ringraziare l’esecutivo PD e il proprio sindaco, il quale evidentemente ha aderito “ai progetti di riallocazione dei richiedenti asilo nel nostro Paese”, come ha spiegato il ministro degli Interni Marco Minniti al comitato bicamerale per l’accordo di Schengen. Per l’esponente piddino vanno fatti ulteriori passi avanti per il "superamento dei grandi centri di accoglienza" in modo da “puntare su un modello di accoglienza diffusa".

In altre parole si tratta di incentivare ulteriormente il modello fallimentare praticato dal PD per il quale presunti profughi, che si rivelano per la grande maggioranza clandestini, circolano liberamente sul territorio senza alcun controllo, spediti dal Governo in piccoli paesi e piccole realtà senza alcuna prospettiva di integrazione: immigrati che spesso nel momento in cui sbarcano clandestinamente nel nostro Paese forniscono generalità false, persone di cui non sappiamo nulla e di cui non si conosce l'eventuale storia criminale e psichiatrica.

Ebbene, gli italiani che vivono in quei Comuni si preparino a stendere i tappeti rossi dell’accoglienza senza costrutto a spese del contribuente. Non solo. Minniti ha anche minimizzato l’inquietante fenomeno degli sbarchi fantasma che riguarda un numero consistente di tunisini approdati sulle nostre coste. Clandestini di cui si perdono le tracce non appena mettono piede in Italia e che non vengono rimpatriati. Si tratta spesso di delinquenti usciti dalle carceri tunisine e c’è il sospetto che tra loro si annidino terroristi islamici, fondamentalisti pronti ad ammazzare innocenti nelle nostre strade in nome di Allah: del resto la Tunisia è un impressionante serbatoio di fanatici e fiancheggiatori dell’Isis.

"Nelle ultime settimane si è registrata un'impetuosa crescita dei flussi migratori dalla Tunisia, al momento sono il triplo rispetto all'anno scorso, ma si tratta di numeri abbastanza contenuti. Dall'Algeria - ha spiegato Minniti - i flussi sono cresciuti il doppio e dalla Turchia del 63%, ma se si valuta il complesso degli arrivi, emerge che il 92% del totale proviene dalla Libia, l'1,7% dalla Tunisia, l'1,3% dalla Turchia, lo 0,8% dall'Algeria ed il 3,3% rintracci a terra. Non si può parlare di rotte alternative se questi rimangono i numeri".

Il ministro ha ricordato che "sono stati intensificati i rapporti bilaterali con Tunisia ed Algeria. Nei prossimi giorni ci sarà una riunione del Comitato tecnico della sicurezza tra Italia e Tunisia che porrà al centro due questioni: il rafforzamento della cooperazione per il controllo delle rotte e il potenziamento dei rimpatri". L’ennesimo annuncio a riguardo: da quando è in carica, Minniti ha più volte parlato della necessità di effettuare rimpatri che invece rimangono solo sulla carta, benzina per la propaganda volta a tratteggiare l’ex comunista come lo sceriffo “legge e ordine”. In realtà incapace di far rispettare la norme e procedere con l’effettiva espulsione di chi non ha diritto a restare.

Il numero uno del Viminale ha affermato inoltre che l'Unhcr, l’organizzazione dell’Onu che si occupa di rifugiati, un tempo guidata da Laura Boldrini, “ha già selezionato mille 'fragilità': donne, bambini e anziani che hanno diritto alla protezione internazionale in Libia e ha previsto un piano di ricollocazione di queste persone in paesi terzi in tutto il Pianeta. È chiaro che siamo solo all'inizio - ha aggiunto il ministro - Se dovesse diventare un metodo sarebbe importante”. Avete capito bene: mille. La domanda, ovviamente da liquidare come populista, sorge spontanea: se l’organismo competente ha indentificato in loco come rifugiati solo un migliaio di persone, come la mettiamo con i 600.000 immigrati sbarcati in Italia negli ultimi 4 anni e mai rimpatriati o ricollocati in altri europei? E come la mettiamo con le migliaia che seguitano ad arrivare senza essere respinte o espulse? E a proposito dei richiedenti smistati dal Governo in tutto il territorio nazionale, occorre ricordare, come riferiscono le statistiche, che si tratta di maschi (perlopiù giovani) nell'88% dei casi.

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