aggressioni e rapina

Aggredito con taser da gang di latinos. Probabilmente è vittima di un rito di affiliazione

Gli aggressori, apparentemente sudamericani, avevano tutti un tatuaggio identico sul collo, come fosse un marchio che identifica l’appartenenza a una gang. La vittima scelta senza motivo e a caso

Redazione
Aggredito con Taser da gang di latinos. Probabilmente è vittima di un rito di affiliazione

Foto d'archivio

Stava buttando la spazzatura davanti alla sua casa di via Mascagni, a Reggio Emilia, quando, è stato colpito da una violentissima scarica elettrica alle spalle. L'aggressione con la scossa, avvenuta venerdì verso le 23, è stata prodotta dai cosiddetti "storditori" o taser, armi che non si possono detenere nel nostro Paese.

Gli autori di questa aggressione sembrano essere quattro o cinque persone, descritte come sudamericane. A rendere più inquietante il racconto è un particolare notato dalla povero quarantenne reggiano: tutti i malavitosi avevano un tatuaggio molto simile al collo, come fosse un marchio di riconoscimento che identifica un appartenenza a qualche gang.

La vittima, ancora molto dolorante, ha chiamato subito la Polizia che sta procedendo alle indagini del caso, anche se, al momento, è difficile fare delle ipotesi su cosa sia accaduto. Il particolare dei tatuaggi sembra rimandare a una vera e propria banda organizzata, in azione per divertimento se non addirittura impegnata in qualche rito d'iniziazione. L'aggressione, infatti, non è stata scatenata da un diverbio ma sarebbe avvenuta a sangue freddo e senza apparente motivo di rapina o altro. Nelle città dove le gang di latinos sono presenti da tempo si è assistito anche a pestaggi di vittime scelte a caso. Rimane un mistero l'utilizzo del taser, arma non solitamente usata da quel tipo di banda.

Il taser è un’arma utilizzata dalle polizie di alcuni Paesi del mondo, compresi gli USA. In Italia è illegale e non si può possedere, anche se, procurarsi un dissuasore elettrico non è poi così difficile in quanto è in vendita su molti siti internet, anche se poi l’acquirente, se identificato, rischia una denuncia per porto abusivo di arma.

Anche nel nostro Paese, qualcuno vorrebbe che fosse dato in dotazione alle forze di Polizia. Ipotesi che trova non pochi oppositori, compresa Amnesty International che ritiene che lo storditore dal 2001 in poi abbia causato centinaia di morti nel Nord America. 

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